I'M HERE: un selfie per i diritti umani

La Maratona di Lettere di Amnesty International è la più grande azione di lettere a sostegno dei diritti umani al mondo. Ogni anno, nei giorni che precedono e seguono il 10 dicembre, milioni di persone chiedono ai governi di liberare dei prigionieri di coscienza e di mettere fine alle violazioni dei loro diritti. Quest’anno, la tradizionale Maratona di Lettere di Amnesty International avrà anche una dimensione on-line per poter dire ai difensori dei diritti umani incarcerati e ai loro governi : « Io sono qui »

 La Sezione svizzera di Amnesty International ha creato un nuovo strumento che permette di esprimere solidarietà online. Si tratta della piattaforma « I’m here ». Ogni persona che desidera parteciparvi è invitata a inviare un selfie. Riuniti e anonimizzati, questi selfie formeranno un immenso mosaico inviato alla persona sostenuta e il suo governo (maggiori dettagli qui).

«Se preso in considerazione in modo isolato, un click o un selfie ha un potere limitato. Ma moltiplicato per milioni, i nostri messaggi diventano una valanga che gli Stati non possono più ignorare», spiega David Cornut che ha creato la campagna per la Sezione svizzera di Amnesty International.

Video e azione interattiva destinata ai digital natives

Il lancio della campagna è accompagnato da un video destinato particolarmente ai digital natives (18 a 35 anni).

«La Sezione svizzera desidera sensibilizzare la generazione cresciuta con Youtube, Snapchat, Facebook e Instagram all’importanza dei diritti umani,» continua David Cornut.

Amnesty organizza pure un’azione alla stazione di Berna in occasione della quale dei militanti vedranno i loro selfie proiettati su uno schermo interattivo. Questa avrà luogo il 2 dicembre a partire dalle 11, nelle vicinanze del punto di incontro della stazione ferroviaria.

Mahadine, Ciad

Il giornalista Tadjadine Mahamat Babouri, chiamato Mahadine, del Ciad, è al cuore della campagna on-line. Nel settembre 2016 ha postato su Facebook un video nel quale criticava la corruzione del governo. Poco tempo dopo è stato rapito, mentre si trovava tranquillamente per strada, dai servizi di sicurezza. Picchiato, vittima di scosse elettriche e incatenato per settimane, è stato spostato da una prigione all’altra. Mahadine rischia il carcere a vita.

Amnesty Svizzera si concentra su altri tre casi nei quali i diritti fondamentali sono violati :

Hanan Badr el-Din rischia cinque anni di carcere in Egitto. Dalla sparizione di suo marito, nel 2013, milita per conoscere la verità legata alla sua sparizione e a quelle di centinaia di altre persone. Ogni giorno, tre-quattro persone sono vittime di sparizioni forzate in Egitto.

In Cina, da vent’anni Ni Yulan e la sua famiglia subiscono continue molestie da parte della polizia. Arrestata a più riprese, questa ex-avvocatessa si batte contro gli sfratti forzati a Pechino. Oggi è costretta a spostarsi in sedia a rotelle a causa delle torture subite in detenzione.

Otto difensori dei diritti umani che erano detenuti in Turchia da inizio luglio, tra i quali la direttrice di Amnesty Turchia, hanno ottenuto la libertà condizionata lo scorso ottobre. Le procedure arbitrarie contro questi militanti non sono però terminate e una sentenza può rimandarli in carcere. Taner Kiliç, il presidente della Sezione turca, rimane in carcere.

Informazioni complementari sulla Maratona di Lettere :

Con la Maratona di Lettere, Amnesty International ricorda il 10 dicembre 1948, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottava la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. Nei giorni che precedono e seguono il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, la Sezione svizzera di Amnesty International partecipa alla Maratona di lettere, organizzate su scala mondiale dall’organizzazione. Persone del mondo intero scrivono centinaia di migliaia di lettere o e-mail a sostegno di prigionieri di coscienza o di uomini e donne i cui diritti sono stati violati.

Le azioni di lettere di Amnesty International sono una forma di intervento rapido ed efficace per proteggere la vita di esseri umani in pericolo. L’invio massiccio e coordinato di lettere, e-mail o sms a governi e autorità responsabili di violazioni dei diritti umani protegge delle uomini e delle donne in grave pericolo e migliorare la loro situazione. La whistleblower Chelsea Manning, condannata a 35 anni di carcere, è stata liberata lo scorso maggio. Oltre 200'000 messaggi sono stati inviati a suo sostegno durante la Maratona di Lettere del 2014. In Uzbekistan è il giornalista Mouhammad Bekzhanov, sostenuto nel 2015, ha ritrovato la libertà e la sua famiglia in febbraio dopo 17 anni in carcere.