Un insediamento a Tal Rumeida/Hebron. © HAZEM BADER/AFP/Getty Images
Un insediamento a Tal Rumeida/Hebron. © HAZEM BADER/AFP/Getty Images

Israele Oltre 3000 abitazioni illegali nei Territori occupati

L’autorizzazione alla costruzione di 3000 altre abitazioni nei Territori occupati palestinesi è la dimostrazione dell’intenzione del governo israeliano di violare il diritto internazionale umanitario.Dal giorno dell’insediamento del presidente degli Usa Donald Trump, fervente sostenitore del governo in carica, Israele ha annunciato la costruzione di 6219 nuove abitazioni, di cui 719 a Gerusalemme Est, in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario.

“Il proposito di accelerare l’ampliamento degli insediamenti illegali e impossessarsi di ulteriori terre palestinesi, nell’anno in cui ricorre il 50° anniversario dell’occupazione, è evidente. Col sostegno dell’amministrazione Trump, Israele non ha neanche più la necessità di nascondere il fatto che sta violando i diritti della popolazione dei Territori occupati palestinesi”, Magdalena Mughrabi, vicedirettrice per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International

La prossima settimana è inoltre previsto il voto del parlamento israeliano su una proposta di legge che legalizzerebbe in modo retroattivo l’acquisizione illegale di terreni palestinesi. La legge potrebbe essere applicata fino a 16 insediamenti.

L’annuncio di altre 3000 costruzioni di abitazioni è stata fatta poche ore prima dell’avvio delle operazioni per rimuovere oltre 300 coloni dall’avamposto illegale di Amona. La decisione è stata resa necessaria dalla sentenza della Corte suprema che ha stabilito che Amona era stato costruito su terreni privati palestinesi e doveva essere sgomberato entro l’8 febbraio.

L’evacuazione di Amona, un avamposto costruito su terreni palestinesi oltre 20 anni fa, è un passo positivo. Amnesty International ha chiesto alle forze di sicurezza israeliana di non fare ricorso alla forza eccessiva nei confronti dei coloni e dei loro simpatizzanti e di non permettere l’eventuale rioccupazione dei terreni sgomberati.