© Amnesty International
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Turchia Occhi puntati sul “processo spettacolo” contro 11 attivisti dei diritti umani

Comunicato stampa - 25 ottobre 2017
False accuse di terrorismo nei confronti di 11 difensori dei diritti umani, tra i quali la direttrice e il presidente della sezione turca di Amnesty International, non reggono di fronte alla minima verifica dei fatti. Lo sostiene Amnesty International alla vigilia dei processi che avranno luogo a Istanbul e Smirne.

Le accuse contro il gruppo – con possibile condanne fino a 15 anni e divise in due accuse distinte che saranno al centro di due processi separati – sono totalmente prive di fondamento.

“Dal momento del loro fermo è stato chiaro che si tratta di un procedimento motivato da ragioni politiche, il cui scopo è mettere a tacere le voci critiche presenti in Turchia,” ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa.

“Senza sostanza o fondamento le autorità turche hanno tentato, fallendo, di costruire accuse contro Idil, Taner e gli altri nove attivisti dei diritti umani. Il pubblico ministero ha impiegato più di tre mesi per presentare un caso vuoto. Il giudice non dovrebbe impiegare più di mezz’ora per respingere le accuse contro di loro.”

Dieci attivisti, tra i quali Idil Eser, direttrice di Amnesty Turchia, sono stati arrestati il 5 luglio mentre il Presidente della sezione turca di Amnesty, Taner Kiliç, è stato arrestato un mese prima. Sono accusati di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”.

Le accuse contro gli 11 includono affermazioni secondo le quali le attività di protezione dei diritti umani corrispondono all’assistenza a gruppo terroristici. Tra questi: lanciare appelli per chiedere la sospensione della vendita di gas lacrimogeno, fare una domanda di sovvenzioni e condurre una campagna per la liberazione di insegnanti in sciopero della fame. Secondo l’accusa, Idil Eser è legata a tre diversi e opposti gruppi terroristici che non hanno legami tra loro e alcuni degli elementi contro di lei si riferiscono a due documenti di Amnesty International pubblicati prima che lei entrasse nell’organizzazione. 

La procura non porta alcuna prova a sostegno dell’accusa che il workshop di Büyükada, durante il quale sono avvenuti gli arresti, fosse una “riunione segreta per organizzare una rivolta in stile Gezi” o che le persone coinvolte avessero commesso alcun crimine. Amnesty International ha esaminato l’accusa nel dettaglio, analizzando tutte le allegazioni contro gli 11 imputati.

Oltre all’udienza contro gli 11, che avrà luogo ad Istanbul mercoledì 25 ottobre, Taner Kiliç apparirà il giorno seguente in tribunale a Smirne con l’accusa separata di “appartenenza all’organizzazione terroristica Fethullah Gülen.”

Questa accusa è basata sull’allegazione secondo la quale Kiliç avrebbe scaricato e usato l’applicazione per la messaggistica Bylock che sarebbe usata dal movimento Gülen per comunicare. Due analisi forensi indipendenti del telefono di Taner commissionate da Amnesty International hanno però evidenziato che non c’è alcune traccia della presenza di Bylock sul suo telefono.

I processi

La pressione internazionale sulla Turchia affinché liberi i difensori dei diritti umani aumenta proprio in coincidenza con i processi. Proteste a livello mondiale hanno segnato i 100 giorni di detenzione del gruppo conosciuto come “Istanbul 10” e il compleanno di Idil Eser, mentre la scorsa settimana il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e il presidente della Commissione diritti umani del Parlamento Europeo, Pier Antonio Panzeri, hanno lanciato un appello per la loro liberazione.

Questi si aggiungono alla lunga lista di governi, istituzioni e personalità politiche che hanno chiesto il rilascio dei difensori dei diritti umani, tra i quali la Commissione Europea, il Dipartimento di Stato statunitense, funzionari dell’ONU, Angela Merkel e il governo tedesco come pure quello austriaco, irlandese e belga. 

“Questi due processi rappresentano un test cruciale per il sistema di giustizia turco e dimostreranno se, in Turchia, impegnarsi per i diritti umani è diventato un crimine,” ha dichiarato John Dalhuisen.

“Se la giustizia può essere sovvertita da una narrativa distopica intessuta da asserzioni assurde e senza fondamento, sarà una giornata buia per il sistema di giustizia turco e un cupo auspicio per il futuro dei diritti umani nel paese. Con gli occhi del mondo puntati su quei tribunali a Istanbul e Smirne è da tempo arrivato il momento per la liberazione incondizionata dei nostri colleghi.”

Informazioni complementari

Il gruppo degli Istanbul 10 stava frequentando un corso di formazione sulla sicurezza informatica quando, il 5 luglio 2017, la polizia ha fatto irruzione nell’edificio, arrestandoli tutti. Sono stati detenuti nella sede centrale della polizia fino al 18 luglio, quando sono stati portati davanti a un giudice in seguito alla richiesta della procura che venissero incarcerati in attesa di processo. Il 4 ottobre un pubblico ministero ha depositato un’accusa contro i cosiddetti Istanbul 10 e Taner Kiliç, il quale sarebbe stato al corrente della preparazione del workshop di Büyükada ed era in contatto con Idil e un altro imputato.

https://www.amnesty.org/en/latest/campaigns/2017/09/who-are-the-istanbul-ten-and-why-have-they-been-imprisoned-in-turkey/

Gli otto difensori dei diritti umani incarcerati sono İdil Eser (Amnesty International), Günal Kurşun (Human Rights Agenda Association), Özlem Dalkıran (Citizens’ Assembly), Veli Acu (Human Rights Agenda Association), Ali Gharavi (formatore), Peter Steudtner (formatore) and İlknur Üstün (Women's Coalition) e Nalan Erkem (Citizens Assembly). Due altri difensori dei diritti umani arrestati con loro sono stati liberati su cauzione, si tratta di Şeyhmus Özbekli (Rights Initiative) e Nejat Taştan (Association for Monitoring Equal Rights).

Personalità che hanno chiesto la liberazione degli attivisti: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/10/celebrities-join-call-on-turkey-to-release-human-rights-defenders-still-in-jail-after-100-days/

Governi e istituzioni hanno chiesto la loro liberazione: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/07/the-world-is-finally-starting-to-break-its-silence-on-turkey/

Video dell’appello di Edward Snowden per liberazione del gruppo di attivisti: https://www.youtube.com/watch?v=6x2KEi-vdIs&feature=youtu.be