Rifugiati e migranti in Libia. © TAHA JAWASHI
Rifugiati e migranti in Libia. © TAHA JAWASHI

Asilo e migrazione “Pericoloso ed egoista” il nuovo accordo europeo sull’immigrazione

29 giugno 2018
Amnesty International ha criticato i leader dell'Unione europea per aver preferito la paura alla compas-sione con la firma delle Conclusioni del Consiglio europeo, che potranno mettere in pericolo uomini, donne e bambini tra i più vulnerabili al mondo.

L'accordo politico raggiunto oggi contiene nuove proposte in tema d'immigrazione tra cui "centri controllati" per richiedenti asilo e migranti all'interno degli stati dell'Unione europea e "piattaforme regionali di sbarco" oltre la frontiera europea per le persone soccorse in mare.

"Dopo giornate di battibecchi, i leader dell'Unione europea hanno sottoscritto una serie di politiche pericolose ed egoiste che rischiano di esporre uomini, donne e bambini a gravi violazioni dei loro diritti", ha dichiarato Iverna McGowan, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le Istituzioni europee.

"Questo vertice doveva essere l'occasione per rimediare ai guasti del sistema d'asilo europeo e adottare politiche basate sull'equità, sull'efficacia e sulla compassione. Invece, i leader europei hanno scelto di assecondare quei governi xenofobi che sono determinati a tenere chiuse le porte dell'Europa e di porre responsabilità ancora più grandi sui paesi al di fuori dell'Unione europea", ha aggiunto McGowan.

"Il progetto di porre le persone che raggiungono le coste europee in centri 'controllati' è allarmante. Questo fragile eufemismo non riesce a nascondere il fatto che i leader dell'Unione europea si stanno orientando verso la detenzione di chi arriva in Europa in cerca di salvezza: un tradimento dei principi fondatori dell'Unione europea di solidarietà e rispetto per i diritti umani".

Il Consiglio europeo non ha poi assunto alcuna misura decisiva rispetto alle gravissime violazioni dei diritti umani che migranti e rifugiati subiscono in Libia, anche grazie al sostegno che l'Unione europea sta dando alle autorità di quel paese. La Guardia costiera libica, sostenuta dall'Unione europea, sta intercettando un numero sempre maggiore di persone in mare riportandole in centri di detenzione dove sono destinate a subire torture, sfruttamento e stupri.

Il numero delle persone arbitrariamente detenute in quei centri è recentemente salito a 9000.

Di fronte alla volontà di Italia e Malta di chiudere i porti alle navi di soccorso delle Ong - lasciando in questo modo migranti e rifugiati in mare per giorni -, Amnesty International giudica più urgenti che mai un serio piano riguardante gli sbarchi, la riforma del sistema di Dublino e percorsi sicuri e legali che forniscano alternative alle persone che s'imbarcano in viaggi pericolosi.