Nuovo pagina Facebook Am I Queer?

23 aprile 2018
Al via una nuova campagna social di Amnesty International in vista del Pride 2018 a Lugano. Una pagina Facebook rivolta a tutta la popolazione mira a promuovere i diritti delle persone queer e delle famiglie arcobaleno attraverso la sensibilizzazione, l'informazione, la visibilità ma anche la denuncia delle discriminazioni in Svizzera e nel mondo. Il 22 maggio appuntamento con un Amnesty Apéro dedicato al tema "Omofobia: parliamone!", ore 19:00 allo Spazio 1929.

Importanti passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni, e vengono fatti ancora oggi, verso il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQI in Svizzera e in molti paesi del mondo. Molto resta però da fare. L'informazione e la sensibilizzazione sono passi fondamentali per prevenire e superare stereotipi e pregiudizi che sfociano in discriminazioni.

Il Pride 2018 a Lugano, al via il 28 maggio, vuole essere l'occasione per proporre una settimana di eventi tematici rivolti a tutta la popolazione, così da creare un ambiente inclusivo in cui dialogare con le diversità. Amnesty International dedicherà uno spazio alle tematiche che toccano la comunità Queer già il 22 maggio, con un Amnesty Apéro dedicato alla questione dell’omofobia.

Amnesty International si impegna da sempre anche sul fronte dei diritti arcobaleno in tutto il mondo e in molti paesi esistono gruppi specifici. Nella Svizzera interna, il gruppo Queer Amnesty ha da poco festeggiato 20 anni e si è affermato come punto di riferimento per campagne e azioni di sensibilizzazione nelle scuole, in società, e sui social.

Per superare le barriere e gli stereotipi costruiti attorno al genere, si è scelto il termine “queer”, che include chiunque non si riconosca in una visione strettamente eterobinaria. Queer comprende infatti tutte le persone lgbti (lesbiche, gay, bi-, trans-, intersessuali) e chi non vuole identificarsi con un'etichetta o preferisce condividerne diverse.

Nella Svizzera italiana, si è deciso di aderire alla campagna internazionale “Human Rights are my Pride!” tramite “Am I Queer?” (coniato a partire da Amnesty International tematica Queer): una pagina Facebook lanciata a 5 settimane dal Pride 2018. Due post al giorno per i prossimi 35 giorni, ovvero 70 post sino al Pride 2018 perché da 70 anni la Dichiarazione Universale dei diritti umani vieta ogni discriminazione in base al sesso, comprendendo qualunque identità e orientamento sessuale. Eppure nel maggio 2018 è ancora più che mai necessario un Pride in Ticino.

L'omofobia, l'intolleranza, i crimini d'odio e le discriminazioni individuali ed istituzionali sono la realtà di milioni di persone in tutto il mondo, pur essendo esplicite violazioni dei diritti fondamentali. In 72 paesi al mondo l'omosessualità è ancora un reato, e l'inter- o la transessualità non vengono neppure ipotizzate.  Tra il 2013 e 2015 negli USA ci sono stati almeno 53 omicidi di persone trans, per cui nessun colpevole è stato condannato. In Iran dal 1979 a oggi, oltre 5000 persone non eteroaffettive sono state giustiziate. In Russia il governo sta cercando di introdurre una legge che penalizzi qualsiasi manifestazione di affettività non eteronormata. In Nigeria si rischiano 14 anni di carcere per qualsiasi atto omosessuale.

In Svizzera il tasso di suicidi tra giovani queer è 5 volte superiore alla media; il tasso di disoccupazione delle persone trans è 4 volte superiore alla media; i disturbi d'ansia e di depressione tra le persone queer sono sistematicamente più frequenti. Il diritto matrimoniale e successorio e le assicurazioni sociali non hanno ancora eliminato le discriminazioni.

Molto rimane ancora da fare per il raggiungimento di una vera parità di diritti, al di là dei pregiudizi e delle discriminazioni.