Argomenti contro l'iniziativa UDC «Diritto svizzero anzichè giudici stranieri» No a un attacco contro i diritti umani

Maggio 2018
L’iniziativa UDC «Il diritto svizzero anziché giudici stranieri» esige la prevalenza della Costituzione federale sul diritto internazionale. Questa iniziativa è un attacco frontale contro i diritti umani, poiché il suo obiettivo finale è l’uscita della Svizzera dal Consiglio d’Europa. Essa manda un messaggio pericoloso a chi, in Europa e altrove, ha poco rispetto per il diritto, minaccia la nostra democrazia e indebolisce lo Stato di diritto in Svizzera. Trovi qui i motivi del chiaro NO di Amnesty International a questa pericolosa iniziativa.

Trovi qui i motivi del chiaro NO di Amnesty International a questa pericolosa iniziativa (documento da scaricare).

Contro i nostri valori e i nostri diritti. L’iniziativa è contraria ai valori che Amnesty International difende e che la Svizzera stessa promuove: il rispetto dei diritti fondamentali, la protezione delle minoranze, lo Stato di diritto, l’affidabilità e la credibilità.

Conseguenze drammatica in caso di accettazione. L’accettazione dell’iniziativa potrebbe avere come conseguenza l’uscita della Svizzera dal Consiglio d’Europa, i nostri diritti non sarebbero più protetti dalla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (CEDU). Questo nuocerebbe gravemente all’immagine della Svizzera e impedirebbe a tutti noi di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo. I diritti garantiti dalla CEDU sono iscritti anche nella Costituzione federale, ma possono venir abrogati in qualsiasi momento da un’iniziativa popolare.

Conflitto con il diritto internazionale. Nel corso degli ultimi anni, a seguito dei referendum sull’internamento a vita, sul rinvio di criminali stranieri, sul divieto dei minareti sono stati inseriti nella legge svizzera principi in contrasto con le leggi internazionali di protezione dei diritti umani, da sempre riconosciute e rispettate dalla Svizzera. La Svizzera non è (ancora) stata giudicata dalla Corte di Strasburgo in merito a un’iniziativa controversa, ma la CEDU rappresenta la linea rossa da non superare nella messa in atto di un’iniziativa.

 La democrazia non è una dittatura della maggioranza. Con l’approvazione di questa iniziativa diventerebbe più facile fare politica a scapito delle minoranze. Oggi a essere presi di mira sono soprattutto gli stranieri, richiedenti asilo o musulmani. Domani potrebbe toccare a lei e a me. La democrazia non è la dittatura della maggioranza, una deriva pericolosa che metterebbe a rischio i diritti di ogni minoranza presente sul territorio. Sono per questo fondamentali forme di tutela come la CEDU che garantiscono protezione alle persone, alle minoranze e allo Stato di diritto.

Non vogliamo incertezza giuridica. Il testo dell’iniziativa non è formulato chiaramente e comporta numerose contraddizioni. Da una parte l’iniziativa considera la Costituzione federale come la fonte suprema del diritto e, in caso di obblighi conflittuali, esige l’uscita della Svizzera dai trattati internazionali. D’altra parte l’iniziativa non determina né quando né chi può prendere questa importante decisione, creando una pericolosa situazione d’incertezza giuridica.

La Svizzera non viola gli accordi. L’iniziativa fa della Svizzera un partner contrattuale non affidabile. Un paese che firma un trattato internazionale riservandosi la possibilità di non rispettarlo, non è credibile e non può godere di alcuna fiducia. La Svizzera può accettare di violare il diritto internazionale e mettere così in gioco la sua credibilità? Siamo un piccolo paese nel cuore dell’Europa e abbiamo buone relazioni con i nostri vicini, una soluzione di questo genere non può essere in linea con i nostri interessi.

Non vogliamo essere un esempio per Stati che non rispettano il diritto. La Svizzera è spesso presa a modello in materia di diritti umani. La nostra decisione di abbandonare la CEDU manderebbe un messaggio pericoloso, in particolare a paesi come la Turchia, la Russia o l’Ungheria, dove i diritti umani sono quotidianamente minacciati. La Svizzera dovrebbe contribuire al rafforzamento dello Stato di diritto e dei diritti umani in questi paesi e può farlo solo se lei stessa persegue una politica credibile e coerente.

I DIRITTI UMANI SONO LA NOSTRA FORZA

I miei diritti, I vostri diritti. I diritti umani sono il fondamento della nostra vita sociale. Appartengono a tutti e tutti possiamo beneficiarne. Abbiamo il diritto di andar e a scuola, di proteggere la vita privata, di esprimerci liberamente e di votare. Ma non sempre è stato così!

Reazione alla guerra e al terrore. I diritti umani moderni sono stati codificati nel 1948 in seguito alle atrocità della Seconda Guerra mondiale e dell’Olocausto. Rappresentano l’insieme di valori comuni e la base in materia di libertà, sicurezza e pace nel mondo. Visti gli attuali conflitti nel mondo e la crescente paura del terrorismo, i diritti umani non hanno perso né in attualità né in significato. Al contrario.

Una garanzia per la sicurezza e la libertà. Il Consiglio d’Europa e la CEDU sono stati pensati e realizzati nel 1950 con l’obiettivo di promuovere la democrazia e lo Stato di diritto in Europa e per evitare la nascita di possibili regimi totalitari in futuro. I diritti umani sanciti da questa convenzione hanno una dimensione obbligatoria per tutti i paesi membri del Consiglio d’Europa e sono invocabili davanti alla Corte europea dei diritti dell’Uomo. La sicurezza giuridica, la stabilità e la protezione di ognuno di noi sono così garantite in Europa – fino ad oggi.

Dei progressi in Svizzera. La Svizzera ha potuto aderire alla CEDU solo dopo aver introdotto il suffragio femminile, nel 1971, mettendo un termine alla discriminazione politica nei confronti delle donne. L’adesione alla Convenzione ha permesso anche altri progressi in Svizzera: una maggiore protezione dell’accusato durante i processi, una più amplia libertà di stampa, la difesa della vita di famiglia e della sfera privata. Diritti di cui beneficiamo tutti.

Protezione dei più deboli. Oggi in Svizzera non abbiamo tutti lo stesso livello di protezione dei nostri diritti. Si tratta di minoranze, ma chi può garantire che mio figlio con una disabilità, i miei genitori che soffrono di malattie senili o il mio collega italofono non apparterranno un giorno a una minoranza i cui diritti potrebbero essere soppressi? La forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri, come si legge nel Preambolo della nostra Costituzione.

I diritti non sono acquisiti per sempre. La più grande forza dei diritti umani è anche la loro più grande debolezza: fintanto che sono preservati – com’è il caso attualmente per la maggior parte della popolazione in Svizzera – la loro esistenza passa inosservata o sembra essere scontata. È solo quando siamo vittime di una violazione, che prendiamo coscienza della loro importanza. Sono i nostri diritti: li dovremmo conoscere e proteggere.

Cosa fa Amnesty International? Amnesty International denuncia quotidianamente gli attacchi contro i diritti umani. In numerosi paesi il lavoro delle ONG è limitato, i giornalisti sono incarcerati, i difensori dei diritti umani subiscono minacce, sono processati o assassinati. Amnesty si impegna in ogni luogo del mondo perché ogni essere umano possa esercitare i propri diritti e le proprie libertà, anche in Svizzera.

Amnesty respinge l’iniziativa dell’UDC «Il diritto svizzero anziché giudici stranieri» perché è un attacco frontale ai diritti di chi vive in Svizzera, chiediamo per questo di votare chiaramente NO a questa iniziativa.

Abbiamo preparato risposte brevi e chiare alle domande più frequenti sull’iniziativa. La sua approvazione indebolirebbe la protezione dei diritti per chi vive in Svizzera. È fondamentale sapere perché. Le trovi qui.

Trovi tutti questi argomenti in un documento che potrai portare con te e diffondere tra amici e conoscenti per dare il tuo contributo alla difesa dei diritti umani in Svizzera e all'estero.