Israele/Palestina Gli spari nella Striscia di Gaza "un altro terribile esempio di uso eccessivo della forza da parte dei militari israeliani"

Rispondendo a notizie secondo cui oggi, 14 maggio 2018, nel corso delle proteste lungo la recinzione che separa Gaza da Israele, decine di palestinesi sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti dagli spari dei militari israeliani, Philip Luther, direttore Ricerca e advocacy per il Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, ha dichiarato:

"Questo è un altro terribile esempio dell'uso eccessivo della forza da parte dei militari israeliani. Si tratta di una violazione delle norme internazionali. In alcuni casi si tratta di uccisioni che sembrano intenzionali e che costituiscono crimini di guerra."

"Le riprese effettuate oggi a Gaza sono estremamente preoccupanti e, mentre si è entrati in una spirale di violenza incontrollata, le autorità israeliane devono immediatamente contenere le forze armate per evitare ulteriori perdite di vite umane."

"Solo il mese scorso, Amnesty International ha chiesto alla comunità internazionale di fermare la fornitura di armi e attrezzature militari a Israele. Il crescente numero di morti e feriti oggi non fa che sottolineare l'urgente necessità di un embargo sulle armi."

"Anche se alcuni manifestanti possono aver commesso qualche forma di violenza, ciò non giustifica ancora l'uso di munizioni vere. Secondo il diritto internazionale, le armi da fuoco possono essere usate solo per proteggersi da una minaccia imminente di morte o di lesioni gravi".

I primi rapporti medici resi pubblici oggi da Gaza indicano che decine di persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco, alla testa o al torace. Il mese scorso Amnesty International ha pubblicato  una ricerca dalla Striscia di Gaza che ha dimostrato che i militari israeliani stavano uccidendo e mutilando i dimostranti che non rappresentano una minaccia imminente per loro.