Idil Eser, direttrice di Amnesty Turchia, crede nella forza della CEDU. © Amnesty International
Idil Eser, direttrice di Amnesty Turchia, crede nella forza della CEDU. © Amnesty International

Amnesty Svizzera - Assemblea generale Diritti umani sotto pressione

Comunicato stampa - 5 maggio 2018
Di fronte alla crisi dei diritti umani osservata in diversi paesi europei, i soci di Amnesty Svizzera, riuniti in Assemblea generale a Berna, esortano a difendere il sistema europeo di protezione dei diritti umani. Sabato 5 maggio hanno adottato una risoluzione contro l’iniziativa UDC « Il diritto svizzero anziché giudici stranieri » e chiamato l’elettorato svizzero a respingere l’iniziativa con un chiaro NO.

L’iniziativa UDC « Il diritto svizzero anziché giudici stranieri », che dovrebbe essere oggetto di una votazione nel novembre 2018, rappresenta una minaccia ai diritti umani. Se fosse adottata potrebbe avere come conseguenza un ritiro dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e un indebolimento della protezione dei diritti umani in Europa e in Svizzera. È quanto temono i soci di Amnesty International.

« Sabotaggio di un sistema di protezione dei diritti umani »

L’iniziativa detta « sui giudici stranieri » interviene in un momento in cui le crisi dei diritti umani in paesi come la Russia o la Turchia dimostrano la necessità di una protezione europea comune di questi diritti. È quanto si può leggere in una risoluzione adottata sabato a Berna. 

« Laddove i governi autoritari limitano le libertà e i diritti del proprio popolo, la CEDU rappresenta una linea rossa il cui superamento avrebbe gravi conseguenze », è scritto ancora nel testo della risoluzione. « Un certo numero di osservatori guardano alla Svizzera con preoccupazione, realizzando che il nostro paese potrebbe mettere in pericolo la protezione dei diritti umani in Europa. »

Avvertimenti da Russia e Turchia

In occasione della tavola rotonda pubblica alla quale hanno assistito oltre 300 militanti, Sergei Nikitin, ex direttore di Amnesty Russia, ha dipinto un quadro cupo della situazione dei diritti umani nel suo paese.

« Il mio paese ha poco rispetto per i diritti umani. Il Cremlino utilizza questo termine solo se può trarne vantaggio, in particolare per condannare l’Occidente. La maggioranza dei russi capisce a malapena cosa siano i diritti umani. La maggior parte delle persone ignorano le violazione dei diritti umani o le giustificano sulla base della propaganda di Stato », ha dichiarato Sergei Nikitin. « Speriamo che la Svizzera, celebre per la sua neutralità e la sua democrazia diretta, manderà un segnale chiaro in difesa della CEDU e dei diritti umani in Europa al momento del voto popolare » ha aggiunto.

Da parte sua Idil Eser, direttrice della Sezione turca di Amnesty International, ha descritto le misure di rappresaglia con cui, dopo fallito colpo di Stato del luglio 2016, il governo tenta di soffocare la società civile turca.

« Con il pretesto dello Stato d’emergenza, le autorità turche hanno di fatto avviato un progetto di smantellamento della società civile, di detenzione dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani, e di chiusura delle ONG. La conseguenza è un clima di paura », ha dichiarato Idil Eser, lei stessa incarcerata per tre mesi nel 2017 in seguito all’assurda accusa di terrorismo.  « La CEDU rappresenta oggi l’ultima speranza per molte persone che, in Turchia, sono perseguite nonostante la loro innocenza. Si tratta dell’ultima garanzia che la giustizia prevarrà” per ha aggiunto.

Gli acquis europei fondamentali minacciati

« Gli orrori della Seconda Guerra Mondiale non si dovranno mai più ripetere – questa era la promessa della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Questo acquis oggi è minacciato » ha messo in guardia Rachel Logan, responsabile del dipartimento Diritto e diritti umani della Sezione britannica di Amnesty International.

La CEDU è denigrata da una parte dell’élite politica in Gran Bretagna, che la tratta come «uno strumento per terroristi e criminali». Eppure la Convenzione garantisce la protezione di ogni cittadino in Europa. « Il non rispetto o la rinuncia alla CEDU rappresenterebbero un pessimo segnale verso gli Stati di non-diritto », ha sottolineato Rachel Logan.

« Coloro che attaccano la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo prendono generalmente di mira i grandi attori nazionali, le istituzioni e i giudici. Questo vale in Svizzera come pure in Gran Bretagna, Russia o Turchia », ha dichiarato Fanny de Weck, esperta svizzera di diritto internazionale. « I diritti umani sono universali e devono essere protetti a livello internazionale. Ma la lotta per il rispetto dei diritti umani deve anche trionfare a livello nazionale. L’impegno della società civile in questo senso è fondamentale. »

Nuova campagna di Amnesty International

Amnesty International Svizzera si impegnerà nei prossimi mesi contro l’iniziativa UDC « Il diritto svizzero anziché giudici stranieri ». Nel mese di maggio l’organizzazione lancerà la nuova campagna « I diritti umani sono la nostra forza » per mobilitare il maggior numero di persone possibile e far sì che questa iniziativa sia chiaramente respinta dalla popolazione.