Munizioni RUAG © Wikimedia Commons / Chris1287
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Esportazione di armi svizzere nel 2017 Più armi per più guerre

Comunicato stampa - 27 febbraio 2018
Nel 2017 la Svizzera ha esportato materiale di guerra per un valore che supera i 446 milioni di franchi. Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) questo corrisponde a un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Tra i paesi beneficiari delle esportazioni figurano Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Turchia. Amnesty International Svizzera chiede al Consiglio Federale di rinunciare a un nuovo indebolimento del controllo sulle esportazioni di armi, come auspicato attualmente dall’industria dell’armamento.

«Nonostante l’aumento, le esportazioni del materiale bellico rimangono economicamente marginali poiché rappresentano solo lo 0,15% del totale delle esportazioni svizzere. Ma sono esplosive e molto controverse dal punto di vista politico,» ha dichiarato Alain Bovard, giurista della Sezione svizzera di Amnesty International. «Alla luce delle esportazioni svizzere di armi verso paesi in guerra, conosciuti per le gravi violazioni dei diritti umani che vi si consumano, un alleggerimento ulteriore dei controlli sulle esportazioni di armi sarebbe cinico ed irresponsabile. »

Armi per un valore di circa 9 milioni di franchi svizzeri sono state fornite all’Arabia Saudita e ad altri Stati arabi implicati nelle guerra civile in Yemen, che ha causato una catastrofe umanitaria senza precedenti. La Turchia, implicata in un conflitto interno e che ha recentemente invaso la Siria, ha dal canto suo ricevuto materiale di guerra per un valore di circa 640'000 franchi svizzeri.

«La Svizzera deve assolutamente vigilare affinché nessun’arma sia consegnata laddove sussiste un rischio significativo che siano commessi crimini di guerra o gravi violazioni dei diritti umani,» ha dichiarato Bovard. «Di fronte alle guerre e alle catastrofi umanitarie, il Consiglio federale deve mettere in atto un controllo efficace sulle esportazioni di materiale bellico, così da contribuire ad alleviare le sofferenze umane».

La Svizzera deve rispettare pienamente gli obblighi derivanti dalla sua adesione al Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT). Il rischio che armi esportate siano utilizzate per commettere violazioni dei diritti umani o crimini di guerra aumenta quando l'esportazione avviene verso paesi coinvolti in conflitti. Questo è ancora più alto quando i paesi di destinazione sono stati che violano in modo grave e sistematico i diritti umani.

Per la presa di posizione di Amnesty International sull’eventuale indebolimento dell’ordinanza sul materiale di guerra :

https://www.amnesty.ch/fr/pays/europe-asie-centrale/suisse/docs/2018/exporter-des-armes-suisses-dans-les-pays-en-guerre-civile