© Amnesty International
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Turchia Un milione di persone chiedono libertà per Taner Kiliç. Riprende il processo contro il presidente di Amnesty.

Comunicato stampa - 29 gennaio 2018
Oltre un milione di persone, provenienti da 194 paesi e territori, hanno chiesto il rilascio del presidente della Sezione turca di Amnesty International, Taner Kiliç. I firmatari della petizione hanno inoltre chiesto che siano fatte cadere le accuse formulate contro di lui e altri 10 difensori dei diritti umani. Il processo nei loro confronti riprende il 31 gennaio a Istanbul.

Gli 11 imputati sono accusati di "terrorismo", in un processo politico il cui unico scopo è mettere a tacere voci critiche all’interno della Turchia. In caso di condanna potrebbero vedersi comminare una pena fino a 15 anni.

“Viste le prove schiaccianti dell’innocenza di Taner, il suo rilascio è atteso da tempo. Il fatto che abbia trascorso quasi otto mesi dietro le sbarre deve far riflettere sul malfunzionamento del sistema giudiziario turco e sulla persecuzione spietata da parte del governo nei confronti di coloro che difendono i diritti umani,” ha dichiarato Gauri van Gulik, direttrice di Amnesty International per l'Europa.

“L’udienza di oggi offre l’ennesima opportunità per mettere fine a questo lampante errore della giustizia, e permettere a un appassionato difensore dei diritti umani, fedele ai propri principi, di ritrovare la sua famiglia e riprendere il suo fondamentale lavoro. Il tribunale deve assolvere Taner e gli altri 10 difensori dei diritti umani, mettendo fine a questa farsa una volta per tutte.”

 

Informazioni complementari

Il presidente di Amnesty International Turchia, Taner Kiliç, è stato arrestato il 6 giugno 2017 e inviato in carcere, dove è tuttora, tre giorni più tardi. Altri dieci attivisti, tra cui la direttrice di Amnesty International Turchia, Idil Eser, sono stati arrestati un mese dopo. Otto di loro sono stati incarcerati per quasi quattro mesi prima di venir liberati su cauzione in ottobre, in seguito alla prima udienza del loro processo.

Sono tutti accusati di "appartenenza a un'organizzazione terroristica", un' accusa infondata per la quale il pubblico ministero non ha ancora fornito alcuna prova concreta.

Taner Kiliç è accusato di aver scaricato e utilizzato l'applicazione di messaggistica ByLock, che sarebbe stata usata dagli appartenenti al movimento Gülen per comunicare tra loro. Due analisi forensi indipendenti commissionate da Amnesty International hanno però evidenziato che non c'è alcuna traccia di ByLock nel telefono di Taner Kiliç. Finora l'accusa non ha fornito alcuna prova a sostegno delle accuse.

Il mese scorso, le autorità turche hanno ammesso che migliaia di persone sono state accusate erroneamente di aver scaricato ByLock, pubblicando un elenco contenente i numeri di 11.480 utenti di telefonia mobile, e portando a rilasci di massa. Taner Kiliç non figura ancora tra le persone indicate per il rilascio.

Dal momento del loro arresto, la scorsa estate, più di un milione di persone provenienti da 194 paesi e territori hanno firmato gli appelli di Amnesty International per il rilascio di Taner Kiliç e degli altri difensori dei diritti umani. Numerosi personaggi noti hanno chiesto il rilascio di Taner e l’abbandono delle accuse contro i 10 di Istanbul: http://bit.ly/2n6x2kR