Taner con la moglie e una delle due figlie. Finalmente potrà tornare a casa con loro. ©Amnesty International
Taner con la moglie e una delle due figlie. Finalmente potrà tornare a casa con loro. ©Amnesty International

Turchia Aggiornamento: Taner Kiliç rimane in carcere

Comunicato stampa - 31 gennaio 2018
La gioia per la decisione del tribunale di Istanbul di rilasciare Taner Kiliç dal carcere preventivo è stata di breve durata: Taner non è stato liberato. Nel momento in cui stava per ritrovare la sua famiglia è stato nuovamente messo in custodia cautelare.

Aggiornamento al 1 febbraio 2018:

La decisione del tribunale di ieri, di rilasciare Taner Kiliç dal carcere preventivo su cauzione, non è ancora stata messa in atto. Taner Kiliç si trova ancora in carcere. Vi informeremo sugli ulteriori sviluppi e sulle circostanze per cui questa decisione del tribunale non è stata presa in considerazione appena avremo le informazioni in merito.

 

Il Comunicato stampa di ieri, 31 gennaio 2018:

In seguito alla decisione di un tribunale di Istanbul di liberare su cauzione il presidente di Amnesty International Turchia, Taner Kiliç, dopo otto mesi di detenzione, Gauri van Gulik, direttrice del programma Europa di Amnesty International ha dichiarato:

“È un enorme sollievo per noi sapere che Taner potrà presto ritrovare sua moglie e le sue figlie, e dormire nel suo letto per la prima volta dopo quasi otto mesi. Ma non dobbiamo dimenticare che in Turchia molti altri innocenti rimangono dietro le sbarre senza che sia stata presentata la benché minima prova contro di loro.”

“Questi procedimenti infondati rappresentano un tentativo di ridurre al silenzio le voci critiche presenti in Turchia, ma non hanno fatto altro che sottolineare l’importanza dei diritti umani e di coloro che consacrano le proprie vite a difenderli.”

“Oggi facciamo una breve pausa per festeggiare, ma da domani continueremo la nostra lotta per far sì che tutte le accuse formulate contro Taner, i 10 di Istanbul e tutte le altre vittime innocenti di questa feroce repressione siano abbandonate.”

“Ringraziamo tutte le persone – e sono oltre un milione – che hanno chiesto la liberazione di Taner. Hanno dimostrato che quando personalizziamo l’ingiustizia, agiamo e parliamo con una sola voce, allora siamo ascoltati.”

“Mentre Taner è stato liberato il suo processo, quello di Idil Eser e dei nove altri difensori dei diritti umani, accusati artificialmente di terrorismo, continua. È solo uno dei numerosi procedimenti infondati avviati contro membri della società civile nel quadro della repressione in atto in Turchia.”