100 “statue della libertà” si erano riunite davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Londra nell’aprile 2017. ©Marie-Anne Ventoura/Amnesty UK
100 “statue della libertà” si erano riunite davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Londra nell’aprile 2017. ©Marie-Anne Ventoura/Amnesty UK

Stati Uniti Trump: un anno di politiche contrarie ai diritti umani

19 gennaio 2018
Il primo anniversario dall’insediamento della presidenza Trump ha visto la comunità dei difensori dei diritti umani nel mondo impegnata in proteste e azioni contro politiche discriminatorie e minacciose nei confronti dei diritti umani.

“Nell’ultimo anno le politiche dell’amministrazione Trump hanno posto sfide scoraggianti cui si è contrapposto un crescente e determinato movimento di persone, di ogni parte del paese e del mondo, che si sono schierate dalla parte della difesa dei diritti umani – ha dichiarato in una nota ufficiale Margaret Huang, direttrice generale di Amnesty International Usa. "A partire dalle folle che, nel freddo di gennaio, hanno riempito le strade nel primo giorno di presidenza e poi per tutti i 12 mesi, siamo stati rincuorati dal galvanizzante spirito di resistenza scattato in ogni parte del mondo“.

“Sconsiderata” la decisione del presidente degli Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele e di trasferirvi l’ambasciata statunitense: una decisione “destinata ad alimentare la tensione nella regione” e che “mostra ancora una volta il disprezzo del presidente Trump per il diritto internazionale“.

Disprezzo confermato dai numerosi tentativi di violare i diritti umani negli Usa e nel mondo da parte dell’amministrazione Trump.

L’elenco comprende:

  • l’applicazione di procedure crudeli al confine col Messico, che trattano alla stregua di criminali persone che cercano di fuggire da terribili livelli di violenza;
  • restrizioni estreme all’accesso delle donne ai servizi di salute riproduttiva;
  • l’annullamento delle protezioninei confronti degli impiegati e degli studenti Lgbti;
  • l’autorizzazione ad andare avanti coi lavori del Dakota Access Pipeline.

“Da Sidney a Madrid, coloro che difendono i diritti umani hanno fatto sapere che la politica dell’odio e della paura non ha posto nel mondo che vogliamo costruire per noi stessi e per i nostri figli. Siamo amareggiati nel vedere che il presidente Trump non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua odiosa retorica e le sue pericolose politiche, ma questo non fa altro che galvanizzarci per sfidarlo – ha concluso Huang. "Qualunque cosa ci porti il secondo anno di presidenza, ci rincuora essere consapevoli che in ogni angolo del mondo c’è una comunità globale di attiviste e attivisti per i diritti umani che si ergerà contro ogni minaccia ai diritti umani”.

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