Londra, 15 febbraio 2019: un gruppo di studentesse chiede di agire © Amnesty International
Londra, 15 febbraio 2019: un gruppo di studentesse chiede di agire © Amnesty International

Studenti in sciopero per il clima Il cambiamento climatico è una questione di diritti umani

14 marzo 2019
Alla vigilia della giornata globale di sciopero degli studenti per il clima, prevista il 15 marzo, Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, ha dato il nostro sostegno a “un importante movimento per la giustizia sociale che sta mobilitando migliaia di persone per chiedere ai governi di fermare il cambiamento climatico“.

“Stiamo dalla parte dei giovani che oggi stanno dando vita e prenderanno parte allo sciopero degli studenti per un’azione sul cambiamento climatico – ha dichiarato Naidoo –. È brutto pensare che gli studenti debbano sacrificare giorni di studio per chiedere agli adulti di fare la cosa giusta. Ma lo fanno perché conoscono bene gli effetti dell’attuale vergognosa assenza d’azione, per loro stessi e per le future generazioni“.

Cambiamento climatico e diritti umani

Il cambiamento climatico sta avendo e avrà un impatto sempre più devastante sui diritti umani a meno che i governi non agiscano subito.

Il cambiamento climatico colpisce specialmente persone già vulnerabili, svantaggiate o discriminate. Soprattutto a rischio sono i bambini, a causa del loro particolare metabolismo, della loro fisiologia e delle loro necessità in termini di sviluppo.

Il cambiamento climatico pone in pericolo anche la loro salute mentale: i bambini colpiti da eventi traumatici come i disastri naturali, esacerbati dal cambiamento climatico, possono andare incontro a disordini da stress post-traumatico.

“Il cambiamento climatico è una questione di diritti umani proprio a causa dell’impatto che ha sulle persone. Riassume ed esaspera le disuguaglianze e proprio i bambini, crescendo, assisteranno ai suoi tremendi effetti. Il fatto che la maggior parte dei governi faccia poco o nulla per reagire alla sicura mutua distruzione rappresenta una delle più grandi violazioni intergenerazionali dei diritti umani della storia”, ha sottolineato Naidoo.

Milioni di persone stanno già subendo gli effetti catastrofici del cambiamento climatico, dalla prolungata siccità nell’Africa subsahariana alle devastanti tempeste tropicali che colpiscono l’Asia sudorientale e i Caraibi.

Durante i mesi estivi del 2018 nell’emisfero settentrionale, dal Circolo artico alla Grecia, dal Pakistan al Giappone fino agli Usa le popolazioni hanno sofferto devastanti ondate di calore e incendi che hanno ucciso e ferito centinaia di persone.

“Dei bambini si parla spesso come dei ‘leader di domani’. Ma se aspetteranno ‘domani’ potrebbe non esserci alcun futuro in cui essere ‘leader’. I giovani stanno svergognando i loro leader oggi, con la passione e la determinazione mostrate nel combattere questa battaglia”, ha commentato Naidoo.

Aumentare gli impegni sul clima nel rispetto dei diritti umani

L’ultimo impegno preso dai governi per mitigare il cambiamento climatico, tuttora da attuare, è completamente inadeguato dato che porterebbe nel 2100 a un catastrofico aumento medio delle temperature globali di tre gradi rispetto ai livelli preindustriali.

Chiediamo agli stati di aumentare in modo sostanziale gli impegni sul clima e di farlo rispettando i diritti umani. Uno dei modi cruciali per farlo è far partecipare le comunità più a rischio – come i bambini e i giovani – alla discussione su come affrontare e ridurre il cambiamento climatico, fornendo loro tutte le informazioni e gli strumenti educativi necessari per coinvolgerli in modo significativo nel dibattito e nei processi decisionali che li riguardano.

“Ogni giorno che consentiamo al cambiamento climatico di peggiorare rende più difficile fermarlo e annullare i suoi catastrofici effetti. Non c’è nulla che possa impedire ai governi di fare tutto ciò che è in loro potere per ridurre le emissioni dei gas serra nel più breve tempo possibile. Non c’è nulla che possa impedire loro di trovare il modo per dimezzare entro il 2030 le emissioni e di arrivare a zero nel 2050, come chiedono gli scienziati del clima“, ha proseguito Naidoo.

“L’unico ostacolo per proteggere l’umanità dal cambiamento climatico è il fatto che i nostri leader non hanno la volontà politica e hanno fatto ben pochi tentativi. Gli esponenti politici possono anche continuare a trovare scuse per la loro mancanza d’azione, ma la natura non prende parte a negoziati. I governi devono ascoltare i giovani e prendere provvedimenti immediati per fermare il cambiamento climatico, perché l’alternativa è impensabile“, ha concluso Naidoo.