Martedì 23 giugno, davanti a Palazzo Federale a Berna, abbiamo consegnatola petizione che chiede l'evacuazione dei campi profughi in Grecia e esorta la Svizzera ad accogliere immediatamente un importante contingente di rifugiati provenienti dai terribili campi delle isole greche. © Amnesty International
Martedì 23 giugno, davanti a Palazzo Federale a Berna, abbiamo consegnatola petizione che chiede l'evacuazione dei campi profughi in Grecia e esorta la Svizzera ad accogliere immediatamente un importante contingente di rifugiati provenienti dai terribili campi delle isole greche. © Amnesty International

Campi profughi sulle isole greche La Svizzera deve agire!

Comunicato stampa, 23 giugno 2020, Berna/Lugano – Contatto media
Più di 50'000 persone e 132 organizzazioni chiedono l’evacuazione dei campi rifugiati sulle isole greche e l’immediata ammissione di un contingente importante di rifugiati da parte della Svizzera. Un segnale forte affinché il nostro paese agisca per proteggere queste persone e si impegni a favore di una riforma del sistema Dublino.

Da anni ormai la situazione delle persone in fuga che si trovano nei campi sulle isole del mar Egeo va deteriorandosi. Le tensioni nate dalla decisione presa a fine febbraio dalla Turchia di lasciare che i profughi potessero proseguire il proprio viaggio verso l’Europa e il confinamento totale decretato nei campi profughi in Grecia non hanno fatto che aggravare la situazione. Le persone vivono a stretta vicinanza e le condizioni igienico-sanitarie non permettono una protezione sufficiente in termini di salute. Le cure mediche sono insufficienti come pure l’accesso all’acqua e a un alloggio. Il confinamento totale ha inoltre fortemente limitato la disponibilità di cibo e causato un aumento della violenza preesistente.

«La situazione nei campi in Grecia, in cui vivono decine di migliaia di rifugiati e migranti, è la conseguenza della rinuncia alla responsabilità collettiva di proteggerli. È necessario agire immediatamente per evitare accogliere queste persone,» ha dichiarato Alexandra Karle, direttrice di Amnesty International Svizzera.

«Ad oggi la Svizzera si è limitata ad accogliere 23 minori non accompagnati. Questo è insufficiente e non risponde al bisogno di protezione di migliaia di persone minacciate. La Svizzera non fa altro che applicare il regolamento Dublino, quando invece andrebbe assolutamente fatto uno sforzo supplementare per sgravare la Grecia e proteggere i rifugiati dalle conseguenze drammatiche della sovrappopolazione e delle condizioni di vita disumane nei campi.»

Svizzera coinvolta

La Svizzera deve agire poiché ha la propria parte di responsabilità nella crisi in corso sulle isole greche. Questa situazione è una conseguenza prevedibile del sistema Dublino, che obbliga le persone richiedenti asilo a depositare la propria domanda nel primo paese europeo di arrivo. Questo sistema fa sì che i paesi che si trovano alle frontiere dell’Europa registrano un numero di richieste di asilo molto più importante di altri paesi, fatto che provoca delle situazioni inaccettabili come quelle vissute dai rifugiati nei campi greci.

La Svizzera trae vantaggio direttamente da questo sistema poiché impedisce alla maggior parte dei richiedenti asilo e dei rifugiati di raggiungere il suo territorio. Il numero di richieste di asilo depositate in Svizzera non è mai stato così basso dal 2007, e i Centri federali sono attualmente ampiamente sotto-occupati. La Svizzera è inoltre il paese che applica con maggiore rigidità il regolamento di Dublino, rinviando sistematicamente i richiedenti asilo verso il paese in cui hanno depositato la propria domanda.

Riformare Dublino

La scorsa settimana, il Consiglio Nazionale ha adottato una mozione con la quale si chiede al Consiglio federale che la Svizzera dimostri solidarietà di fronte alla situazione in Grecia e si impegni in favore di una riforma degli accordi di Dublino. Il Consiglio federale ha da parte sua preso posizione diverse volte contro questo sistema.

«Il nostro governo ha la possibilità di lanciare un segnale chiaro, mostrando il proprio sostegno alla Grecia e accogliendo rapidamente un importante contingente di rifugiati. La Svizzera si deve anche impegnare a livello europeo per favorire una riforma del sistema di Dublino e partecipare alla messa in atto di un sistema di ripartizione solidale dei rifugiati che permetta a tutti i paesi europei di partecipare allo sforzo collettivo», ha concluso Alexandra Karle.