Nel 2019 e nel 2020 la protesta ha scosso Hong Kong, mobilitando milioni di persone. ©Jimmy Lam @everydayaphoto
Nel 2019 e nel 2020 la protesta ha scosso Hong Kong, mobilitando milioni di persone. ©Jimmy Lam @everydayaphoto

Cina Il pericoloso progetto di legge sulla sicurezza nazionale minaccia i diritti fondamentali a Hong Kong

22 maggio 2020
In risposta alla proposta del governo cinese di promulgare una nuova legislazione sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, il vicedirettore regionale di Amnesty International per l'Asia orientale e sudorientale, Joshua Rosenzweig, ha dichiarato:

"La Cina abusa abitualmente della propria struttura di sicurezza nazionale come pretesto per prendere di mira gli attivisti dei diritti umani ed eliminare ogni forma di dissenso. Con questa pericolosa proposta di legge  il messaggio è più chiaro che mai: la Cina è ansiosa di fare lo stesso a Hong Kong, il più presto possibile."

"Il governo di Hong Kong ha progressivamente abbracciato la vaga e onnicomprensiva definizione di "sicurezza nazionale" del continente per limitare la libertà di associazione, di espressione e il diritto di riunione pacifica. Questo tentativo di imporre nuove norme di sicurezza repressive rappresenta una minaccia quasi esistenziale per lo stato di diritto a Hong Kong e rappresenta un momento funesto  per i diritti umani nella città".

"Passate legislazioni nazionale in materia di sicurezza in Cina hanno quasi sempre comportato una grave riduzione dei diritti a un processo equo, in alcuni casi aggirando completamente le normali procedure penali. Essere accusati di un reato di sicurezza nazionale può significare l'isolamento e la detenzione segreta, senza accesso ad avvocati o famiglie".

"Pechino sostiene che questa legge è stata concepita per portare "stabilità" a Hong Kong, ma l'ultimo anno di proteste ha dimostrato che le leggi repressive non rallentano i disordini, bensì li alimentano. La popolazione di Hong Kong non deve vedersi togliere i propri diritti e le libertà in nome di esagerate preoccupazioni per la sicurezza".

Informazioni complementari

Durante la sessione plenaria annuale, iniziata giovedì, il Congresso nazionale del popolo cinese dovrebbe approvare una decisione riguardante "l'istituzione e il rafforzamento" delle misure di sicurezza nazionale a Hong Kong.

La decisione autorizzerebbe il Comitato permanente del Congresso ad adottare una legislazione che ha come obiettivo "il separatismo, la sovversione del potere statale, il terrorismo e le interferenze straniere". Consentirebbe inoltre alle agenzie del governo centrale responsabili della sicurezza nazionale di operare a Hong Kong.

La decisione invita il governo di Hong Kong a istituire e rafforzare i meccanismi e le istituzioni di sicurezza nazionale, comprese le forze dell'ordine. Essa prevede che il capo dell'esecutivo di Hong Kong riferisca periodicamente al governo centrale in merito all'adempimento dei compiti di "preservare la sicurezza nazionale e diffondere l'educazione alla sicurezza nazionale e vietare legalmente comportamenti che mettono in pericolo la sicurezza nazionale".

La decisione proposta impone al governo di Hong Kong di completare rapidamente l'attuazione della legislazione in materia di sicurezza nazionale, come previsto dall'articolo 23 della sua mini-costituzione, la Legge fondamentale. Un tentativo di promulgare la legislazione dell'articolo 23 nel 2003 è stato accantonato dopo che mezzo milione di persone sono scese in strada per protestare.

La legislazione proposta dalla decisione sarebbe stata elencata nell'Allegato III della Legge fondamentale dopo essere stata promulgata dal Comitato permanente del Congresso, il che significa che potrebbe diventare legge senza controllo da parte del Consiglio legislativo di Hong Kong - bypassando di fatto i legislatori locali.

Nel 2015, la Cina ha approvato una legge sulla sicurezza nazionale che ha dato alle autorità il potere di reprimere e sopprimere i diritti umani, coprendo aree che includono la politica, la cultura, la finanza e internet.

Il rapporto di Amnesty International del 2019, "La linea rossa di Pechino a Hong Kong" , ha illustrato come le autorità cinesi abbiano usato la loro ampia definizione di "sicurezza nazionale" per colpire giornalisti, attivisti e voci critiche presenti in città.