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Coronavirus Amnesty chiede la sospensione delle procedure d'asilo in Svizzera

Comunicato stampa, 19 marzo 2020, Berna/Lugano – Contatto media
La Sezione svizzera di Amnesty International è preoccupata per la situazione nei centri per richiedenti asilo e chiede alle autorità di sospendere le procedure d'asilo con effetto immediato e fino a nuovo avviso. A causa della situazione di emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, non è infatti più possibile garantire una procedura di asilo equa.

A causa delle regole di comportamento stabilite dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e al fine di proteggere tutte le persone coinvolte, le indagini mediche sono possibili solo con difficoltà e l'interrogatorio diretto è associato a un rischio di contagio. A causa di assenze per malattia degli avvocati e dei rappresentanti legali che collaborano con servizi di assistenza che sono chiusi o hanno dovuto ridurre l’attività, non è più garantita la rappresentanza legale e viene a cadere la garanzia di poter inoltrare ricorso entro i termini di legge.

In queste circostanze non è possibile garantire una procedura di asilo adeguata ed equa. Per questi motivi, Amnesty Svizzera sostiene la richiesta di diverse organizzazioni di una moratoria sull'intera procedura d'asilo nel paese.

Amnesty Svizzera invita le autorità a garantire che le misure di protezione siano rispettate senza eccezioni anche nei Centri federali di asilo, nei centri di transito o nei luoghi che alloggiano persone che dipendono dagli aiuti urgenti. Per i richiedenti l'asilo e per i rappresentanti delle autorità, per i rappresentanti legali e il personale ausiliario devono essere applicate le stesse disposizioni che l'UFSP auspica per il resto della popolazione. 

Gli alloggi collettivi non devono presentare un rischio di contagio e deve essere rispettata la "distanza sociale". Inoltre, deve essere garantito l'accesso a misure igieniche come il sapone liquido, gli asciugamani e l'accesso alle cure mediche.

Protezione dei soggetti vulnerabili

Le autorità sono chiamate a proteggere le persone particolarmente vulnerabili dal contagio da COVID-19. Queste persone includono gli anziani e le persone con condizioni preesistenti (come l'asma, il diabete, le malattie cardiache). Ma anche per le persone che vivono in condizioni di povertà, che sono senza fissa dimora o vivono senza uno statuto di residenza valido in Svizzera è più difficile accedere alle misure di prevenzione e alle cure mediche. Nell'elaborare misure per il contenimento e il trattamento del COVID-19 occorre quindi prestare maggiore attenzione alle particolari esigenze di questi gruppi di persone.