La mappa interattiva © Amnesty International/ Alli Jarrar
La mappa interattiva © Amnesty International/ Alli Jarrar

Stati Uniti: Fermare violenze di polizia contro manifestanti Black Lives Matter

Comunicato stampa, 23 giugno 2020, Londra/Lugano – Contatto media
Le forze di polizia di tutti gli Stati Uniti hanno commesso diffuse e gravi violazioni dei diritti umani contro manifestanti che protestavano contro le uccisioni illegali di persone di colore e chiedevano una riforma della polizia. Lo afferma oggi Amnesty International nel lanciare una mappa interattiva degli episodi di violenza della polizia e una nuova campagna che chiede cambiamenti sistemici nella polizia.

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Amnesty International ha documentato 125 diversi esempi di violenza da parte della polizia contro i manifestanti in 40 Stati e nel Distretto di Columbia tra il 26 maggio e il 5 giugno 2020, un periodo in cui centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti e in altri paesi hanno protestato contro il razzismo e la violenza da parte della polizia e per ribadire la rivendicazione Black Lives Matter. L'analisi mostra che le forze dell'ordine mobilitate nelle strade hanno violato quotidianamente i diritti umani, invece di adempiere al proprio obbligo di rispettare e facilitare il diritto delle persone a protestare pacificamente.

Questo uso illegale della forza ha incluso pestaggi, uso improprio di gas lacrimogeni e spray al pepe, e l'uso inappropriato di proiettili meno letali, come proiettili di spugna e proiettili di gomma. Questi abusi sono stati commessi da una serie di forze di sicurezza dei dipartimenti di polizia statali e locali, delle agenzie federali e della Guardia Nazionale.

"L'analisi è chiara: quando gli attivisti e i sostenitori del movimento Black Lives Matter sono scesi in strada nelle città e nelle cittadine degli Stati Uniti per chiedere pacificamente la fine del razzismo sistemico e della violenza della polizia, nella stragrande maggioranza dei casi sono stati accolti da una risposta militarizzata e con ancor più violenza da parte della polizia", ha detto Brian Castner, Senior Crisis Advisor esperto di armi e operazioni militari di Amnesty International.

"Il tempo di applicare cerotti e trovare scuse per qualche "mela marcia" è passato. Ora è necessaria una riforma sistemica e radicale della polizia statunitense che metta fine al flagello dell'uso eccessivo della forza da parte degli agenti e delle esecuzioni extragiudiziali dei neri. Le comunità non dovrebbero vivere nella paura di essere danneggiate dagli stessi ufficiali che hanno giurato di proteggerle. Gli agenti responsabili di un uso eccessivo della forza e delle uccisioni illegali devono sempre essere chiamati ad assumersi le proprie responsabilità".

Indagine open source sulle proteste degli Stati Uniti

Per valutare questi incidenti, il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha raccolto quasi 500 video e fotografie di proteste dalle piattaforme dei social media.

Questi contenuti digitali sono stati poi verificati, geolocalizzati e analizzati da investigatori esperti in armi, tattiche di polizia e leggi internazionali e statunitensi che regolano l'uso della forza.

In alcuni casi, i ricercatori hanno anche potuto intervistare le vittime e confermare il comportamento della polizia con i dipartimenti di polizia locali.  

Violenza della polizia in decine di Stati

Come mostra la mappa, l'analisi di Amnesty International rivela una vertiginosa serie di violazioni da parte delle forze dell'ordine in tutto il paese, fino all'80% degli Stati Uniti.

Il 30 maggio, una pattuglia congiunta della polizia di Minneapolis e del personale della Guardia Nazionale del Minnesota ha sparato illegalmente proiettili da impatto di 37/40 mm di fabbricazione statunitense contro persone che si trovavano pacificamente sui portici delle proprie case. Dopo aver incontrato le persone che registravano con i loro smartphone, le forze hanno ordinato loro di "entrare" e poi hanno urlato "accendeteli" prima di sparare.

Il 1° giugno, il personale di sicurezza di diverse agenzie federali, tra cui la Polizia dei parchi nazionali e la polizia penitenziaria, così come il personale della Guardia Nazionale di Washington, ha commesso una serie di violazioni dei diritti umani contro i manifestanti a Lafayette Square a Washington. Hanno usato scudi antisommossa per spingere i manifestanti e gli operatori dei media, hanno abusato di una serie di strumenti per il controllo della folla e hanno lanciato granate Stinger Ball di produzione statunitense, che contengono spray al pepe ed esplodono con un effetto "flash-bang", lanciando pallini di gomma in tutte le direzioni. L'attacco, che ha preceduto un'operazione fotografica del presidente Trump davanti a una chiesa vicina, è stato ampiamente riportato dai media, compresa una lunga cronologia video del Washington Post alla quale Amnesty International ha contribuito con un'analisi delle armi e delle tattiche impiegate. 

Sempre il 1° giugno, nel quartiere Center City di Philadelphia, la polizia di Stato e cittadina ha utilizzato grandi quantità di gas lacrimogeni e spray al pepe per rimuovere decine di manifestanti pacifici dalla Vine Street Expressway. Una delle persone che hanno manifestato, Lizzie Horne, una studentessa rabbinica, ha detto ad Amnesty International:

"All'improvviso, hanno iniziato a spruzzare lo spray al peperoncino nella folla. C'era un agente sullo spartitraffico che spruzzava anche lui. Poi hanno iniziato con i lacrimogeni. Qualcuno che era proprio davanti - che aveva ricevuto una bomboletta di gas lacrimogeno in testa - ha iniziato a correre indietro. E noi cercavamo di aiutarlo, sciacquandogli gli occhi, poi è svenuto e ha iniziato ad avere le convulsioni. Si è ripreso piuttosto in fretta. Mentre finalmente lo sollevavamo e iniziavamo a spostarlo da lì, hanno iniziato a lanciare altri gas lacrimogeni; è stato allora che la gente ha iniziato ad avere molta paura. Hanno iniziato a sparare gas accerchiandoci - eravamo contro una grande recinzione che la gente ha dovuto saltare, su per una collina ripida. La recinzione era alta forse un metro e 80. La gente ha iniziato ad alzare le mani - ma i poliziotti non volevano mollare. Sparavano una bomboletta di gas lacrimogeno dopo l'altra, e un'altra ancora.  Eravamo sotto una cappa di gas. Sbavavamo e tossivamo in modo incontrollato.

Poi i poliziotti sono arrivati dall'altro lato della recinzione e hanno iniziato a sparare gas da quella direzione. Dopo di che la polizia ha iniziato a salire sulla collina e... hanno cominciato a colpire e ad affrontare la gente. Trascinavano la gente giù per la collina e li costringevano in ginocchio, li allineavano in ginocchio sullo spartitraffico dell'autostrada con le mani legate con le fascette, tirando via le loro mascherine e spruzzando e vaporizzando il gas di nuovo".

Le violazioni non si sono limitate alle città più grandi. La polizia locale ha usato impropriamente i gas lacrimogeni contro i manifestanti pacifici a Louisville, Kentucky; Murfreesboro, Tennessee; Sioux Falls, South Dakota; e Albuquerque, New Mexico, tra le altre città. A Fort Wayne (Indiana) il 30 maggio un giornalista locale ha perso un occhio quando la polizia gli ha sparato in faccia con una granata lacrimogena.

Analisi giuridica dell'uso della forza

L'uso eccessivo della forza contro i manifestanti pacifici viola sia la Costituzione degli Stati Uniti che il diritto internazionale sui diritti umani. Le forze dell'ordine a tutti i livelli hanno la responsabilità di rispettare, proteggere e facilitare le assemblee pacifiche.

Mentre la maggior parte dei manifestanti sono stati pacifici, alcuni hanno fatto ricorso alla violenza. In molti casi, tuttavia, invece di rispondere a singole violazioni, le forze di sicurezza hanno usato una forza sproporzionata e indiscriminata contro intere manifestazioni.

Le forze di sicurezza possono ricorrere all'uso della forza nelle assemblee pubbliche solo quando è assolutamente necessario e proporzionato per raggiungere un obiettivo legittimo di applicazione della legge, in risposta a gravi violenze che minacciano la vita o i diritti di altri. Anche in questo caso, le autorità devono distinguere rigorosamente tra i dimostranti pacifici o gli astanti, e qualsiasi individuo che sia attivamente coinvolto nella violenza. Gli atti violenti di un individuo non giustificano mai l'uso sproporzionato della forza contro i manifestanti pacifici in generale, e la forza è giustificata solo fino a quando la minaccia immediata di violenza verso gli altri non è contenuta.

Qualsiasi restrizione delle assemblee pubbliche - incluso l'uso della forza contro i manifestanti - non deve discriminare sulla base della razza, dell'etnia, dell'ideologia politica o di altri gruppi sociali.

Urgente riformare la polizia

In un ordine esecutivo emesso il 16 giugno, il presidente Trump ha chiesto incentivi per limitare l'uso di dispositivi di soffocamento come quello che ha ucciso George Floyd a Minneapolis il mese scorso, nonché una banca dati nazionale sulle accuse di uso eccessivo della forza da parte della polizia.

Da quando sono iniziate le proteste, alcune forze di polizia statali e cittadine hanno anche avviato riforme parziali a livello locale, come la sospensione dell'uso di alcune armi per il controllo della folla, come i gas lacrimogeni. A Minneapolis, la maggioranza del Consiglio comunale si è impegnata a sciogliere le forze di polizia e a sostituirle con una forma più efficace di istituzione per la sicurezza pubblica.

Amnesty International chiede riforme reali e durature per la polizia statunitense in tutti i settori, incluso:

- Fermare le esecuzioni extragiudiziali di persone nere da parte della polizia e rendere conto della loro morte attraverso indagini indipendenti e imparziali che portino a risarcire le vittime e i superstiti;

- Garantire il diritto di protestare pacificamente contro la violenza della polizia, senza la minaccia che manifestanti, giornalisti o passanti siano presi di mira da ulteriori violenze della polizia;

- Approvare una legislazione federale, compreso il PEACE Act, e le leggi statali per limitare l'uso della forza da parte della polizia solo ad azioni strettamente necessarie e proporzionate;

- Mettere fine alla dottrina dell'"immunità qualificata", che impedisce alla polizia di essere legalmente responsabile quando infrange la legge; e

- Passare la legislazione federale per smilitarizzare le forze di polizia.

"Una riforma reale, sistemica e duratura della polizia è necessaria a tutti i livelli per garantire che le persone di tutto il paese si sentano sicure di poter camminare per le strade ed esprimere le proprie opinioni liberamente e pacificamente senza dover affrontare una reale minaccia di danno da parte degli stessi agenti che dovrebbero proteggerle. Questo è un diritto costituzionale che si rispecchia nel diritto internazionale in materia di diritti umani; negare questo diritto con la violenza fisica, i gas lacrimogeni e lo spray al pepe è un segno distintivo della repressione", ha detto Brian Griffey, ricercatore esperto di USA per Amnesty International.