©Amnesty International
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Svizzera: il parlamento approva la legislazione contro il terrorismo I diritti fondamentali e lo Stato di diritto vittime di danni collaterali

La maggioranza del Parlamento ha approvato la controversa legislazione sulla lotta al terrorismo e assume l’incompatibilità di queste norme con i diritti fondamentali e i principi dello Stato di diritto. La Piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani monitorerà con uno sguardo critico la messa in atto di queste leggi e si appresta a difendere le persone toccate

Nonostante le dure critiche espresse in Parlamento, da parte di organizzazioni ed esperti svizzeri e internazionali, la maggioranza dei parlamentari ha approvato i due progetti di legge. La polarizzazione politica del parlamento in questo senso è preoccupante.

“È deludente notare che oggi i partiti borghesi sono apparentemente pronti a buttare a mare i principi dello Stato di diritto liberale”, ha dichiarato Patrick Walder di Amnesty International. “I diritti fondamentali e i principi dello Stato di diritto fanno parte dei fondamenti di un sistema di giustizia libero. Indebolirli non porta sicurezza, ma apre al contrario la porta all’arbitrio”.

Esperti svizzeri e internazionali molto critici

La piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani aveva già criticato lo scorso anno questi progetti di legge e chiesto che fossero resi conformi ai diritti fondamentali e ai diritti umani. Negli scorsi mesi, nuove critiche sono state formulate con diverse prese di posizione tra le quali quella della Commissaria ai diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa, da diversi relatori speciali delle Nazioni Unite, di due membri svizzeri del Comitato dei diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite e dalla Rete svizzera dei diritti del bambino o ancora recentemente in una lettera aperta sottoscritta da oltre 60 professori di diritto di tutti gli atenei svizzeri.

“Delle organizzazioni svizzere e internazionali lo hanno confermato: queste leggi minacciano i diritti fondamentali e i diritti umani. Dei professori di diritto svizzeri sono giunti alla stessa conclusione ma la maggioranza del parlamento è rimasta sorda agli appelli degli esperti e si è rifugiata dietro ) simbologia politica della legge e dell’ordine”, ha aggiunto Patrick Walder.

Una definizione vaga ma pesante di conseguenze

Da ora in Svizzera con attività terroristica si intende delle azioni destinate a “influenzare o a modificare l’ordine dello Stato” e “suscettibili di essere realizzate o favorite dalla diffusione del timore”. Non c’è nemmeno più bisogno di utilizzare la violenza o di minacciare di farlo per poter qualificare un’attività di “terroristica”. Con una definizione formulata così vagamente anche un’attività pacifica e legittima potrà d’ora in avanti essere perseguita come “attività terroristica”.

Le nuove leggi rompono anche con la lunga tradizione della politica svizzera secondo la quale si vieta un’organizzazione sulla base di una decisione delle Nazioni Unite ma che se ne perseguano le attività quando queste si rivelano essere illegali. I giudici saranno ora chiamati a decidere se una organizzazione debba essere considerata terrorista, e quindi vietata. Qualsiasi forma di sostegno a un’organizzazione vietata, anche per la parte legale delle sue attività potrà in futuro essere oggetto di una sanzione penale.

“Queste nuove norme creeranno dei problemi per la neutralità politica della Svizzera, per l’aiuto umanitario portato da organizzazioni come il CICR e per la Svizzera stessa in quando mediatrice nei diversi conflitti”, ha affermato Patrick Walder. “Non rafforzano la sicurezza in Svizzera e indeboliscono la nostra politica estera. La Svizzera imbocca così una strada pericolosa nell’ambito della lotta al terrorismo, una strada nella quale tutti i mezzi sono giustificati e dove l’ingiustizia è combattuta con l’ingiustizia.”

Amnesty International e la piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani monitoreranno con sguardo critico la messa in atto di queste leggi e difenderanno, se necessario fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, i diritti delle persone toccate.

La Piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani riunisce circa 90 organizzazioni non governative svizzere.

Link :

Piattaforma delle ONG svizzere per i diritti umani: https://www.amnesty.ch/fr/pays/europe-asie-centrale/suisse/docs/2019/les-droits-humains-sacrifies-sur-l-autel-de-la-lutte-contre-le-terrorisme

Consiglio d’Europa : https://www.coe.int/fr/web/commissioner/-/swiss-lawmakers-should-review-draft-legislation-on-police-counterterrorism-measures-to-ensure-respect-for-human-rights

Relatori speciali ONU : https://spcommreports.ohchr.org/TMResultsBase/DownLoadPublicCommunicationFile?gId=25305 et  https://www.letemps.ch/suisse/lonu-critique-projet-loi-suisse-loi-antiterroriste

Membri svizzeri del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia : https://www.letemps.ch/opinions/droits-lenfant-sacrifies-profit-lutte-contre-terrorisme?utm_source=twitter&utm_medium=social&utm_campaign=article_traffic

Rete svizzera dei diritti del bambino: https://www.netzwerk-kinderrechte.ch/resources/Prise_de_position_Reseau_suisse_droits_enfants_MPT_F.pdf

Lettera aperta dei professori di diritto: PDF allegato, in francese e tedesco