Louisville, Kentucky, Settembre 2020: delle partecipanti a una manifestazione Black Lives Matter sono confrontate da membri di un gruppo armato. © Nathan Howard / Getty Images)
Louisville, Kentucky, Settembre 2020: delle partecipanti a una manifestazione Black Lives Matter sono confrontate da membri di un gruppo armato. © Nathan Howard / Getty Images)

USA Forze di polizia incapaci di contenere la violenza durante le manifestazioni, alla vigilia di un voto carico di tensioni

Comunicato stampa, 23 ottobre 2020, Lugano – Contatto media
Negli Stati Uniti le forze dell'ordine vengono meno al proprio compito di facilitare il diritto alla libertà di riunione pacifica e al dovere di proteggere manifestati e contromanifestanti dalle azioni violente, da parte, tra gli altri, di gruppi armati. Lo afferma oggi Amnesty International in un nuovo rapporto intitolato Losing the Peace: US Police Failures to Protect Protesters from Violence.

Dall'omicidio per mano della polizia di George Floyd, nel maggio 2020, in tutto il paese si sono tenute migliaia di manifestazioni pacifiche antirazziste e politiche. Nei circa 200 casi in cui sono scoppiate violenze tra i fronti opposti presenti, Amnesty International ha concluso che spesso la polizia non ha preso le adeguate misure preventive per evitare l'interruzione di raduni pacifici e non ha protetto i manifestanti da attacchi violenti quando questi si sono verificati.

"Mentre viviamo un aumento di incertezza politica e di violenza senza precedenti, il governo degli Stati Uniti e le autorità di polizia devono proteggere scrupolosamente il diritto delle persone alla libertà di riunione e di espressione pacifica", ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. "Nel contesto di elezioni fortemente contestate e di un movimento nazionale per i diritti civili, nessuno dovrebbe temere per la propria vita quando cerca di esprimere il proprio voto o vuol far sentire la propria voce nell’ambito di riunioni pacifiche.”

Da maggio a settembre 2020, Amnesty International ha documentato e verificato gli scontri tra manifestanti e controdimostranti in circa il 75% degli Stati del paese. In circa la metà degli Stati le verifiche hanno confermato casi in cui le forze di polizia non sono riuscite a mantenere pacifiche le manifestazioni e a proteggere i partecipanti da violenti scontri con i contromanifestanti. In particolare, le forze dell’ordine non hanno:

- dispiegato un numero adeguato di agenti di polizia opportunamente addestrati per far fronte a potenziali violenze tra dimostranti e controdimostranti;

- separato manifestanti e i contromanifestanti, abbassato il livello di tensione tra le parti, quando necessario, per evitare scontri violenti;

- proibito ed evitato le minacce di violenza da parte di individui e gruppi armati nell’ambito di raduni pacifici;

-  fermato gli atti di violenza intervenendo nelle dispute tra dimostranti e i loro oppositori; e

- distinto tra attori violenti e non violenti nelle risposte delle forze dell'ordine agli incidenti violenti: per esempio, evitando di disperdere manifestazioni che erano essenzialmente pacifiche.

"Mentre il presidente Trump invita i suoi sostenitori ad 'andare alle urne' e 'sorvegliare', e i gruppi armati della supremazia bianca a 'stare di guardia' durante le elezioni, i funzionari delle forze dell'ordine dovrebbero essere in massima allerta per prevenire la violenza politica in un momento così esplosivo", ha affermato Brian Griffey, ricercatore e consulente regionale per il Nord America di Amnesty International. "Le autorità governative e le forze di polizia da loro guidate devono adottare nuove politiche, strategie e tattiche per facilitare e proteggere le proteste pacifiche ed evitare che siano interrotte da gruppi armati o da altri attori violenti.”

Tra gli episodi documentati da Amnesty International, in oltre una dozzina di manifestazioni e controdimostrazioni che si sono sfociate in violenza, la polizia era totalmente - o quasi - assente dalla scena. Un frequente catalizzatore di violenti scontri tra dimostranti e controdimostranti è stata la presenza di gruppi paramilitari armati. La retorica, le politiche e le pratiche dell'amministrazione Trump sembrano incoraggiare la prevalenza di gruppi armati che hanno attaccato illegalmente manifestanti e contromanifestanti in tutto il Paese.

In un caso l'organizzatore della protesta antirazzista, Tony Crawford, ha detto ad Amnesty International che "delle persone avrebbero potuto essere uccise" durante un violento scontro tra la sua comunità e i controdimostranti armati durante una manifestazione che chiedeva la rimozione di una statua dei confederati a Weatherford, Texas, a luglio.

In una serie di messaggi di testo inviati al capo della polizia di Weatherford, che Amnesty International ha potuto leggere, Crawford ha scritto: "I patrioti [membri del gruppo armato] ci circondano per costringerci al confronto. Siamo circondati da pistole e da persone che urlano di spararci addosso [...] Dove sono i poliziotti, Capo? Questo è ridicolo. Ci stanno insultando. Dove siete? Ci hai abbandonati, Capo. Ci hai abbandonati. Avete lasciato che ci trascinassero fuori e ci attaccassero senza fare nulla."

Il governo degli Stati Uniti e le autorità di polizia a tutti i livelli devono riformare le proprie politiche e pratiche di polizia per facilitare la libertà di riunione pacifica e proteggere i manifestanti dalle minacce di violenza, che potrebbero essere evitate. In notevole assenza di protezione federale, i governi locali dovrebbero proteggere i manifestanti dalla violenza emettendo ordini esecutivi temporanei per limitare la presenza di armi in luoghi pubblici, parchi, seggi elettorali e raduni pacifici, e dando istruzioni alle loro forze dell'ordine affinché impediscano a individui e gruppi armati di interrompere le proteste pacifiche e le attività civiche durante il periodo elettorale.

Le forze di polizia municipali, delle contee, statali e federali dovrebbero immediatamente riformare la propria condotta e fornire una formazione specializzata per facilitare il rispetto dei diritti umani e proteggere la libertà di riunione pacifica, in conformità con gli obblighi previsti dalla Costituzione degli Stati Uniti e con le buone pratiche di polizia nella gestione degli assembramenti.

Ulteriori informazioni e contesto

Il 4 agosto 2020, Amnesty International ha pubblicato il rapporto The World is Watching: Mass Violations by US police of Black Lives Matter protesters’ rights.

Il 6 ottobre, l’organizzazione ha lanciato un appello ai governatori USA affinché promulgassero disposizioni per vietare ad attori non statati di essere in possesso di armi ai seggi o nelle loro vicinanze durante le elezioni del 2020. Sei Stati vietano le armi ai seggi: Arizona, California, Florida, Georgia, Louisiana e Texas.

Il 20 ottobre, Amnesty International ha pubblicato una lettera aperta con Human Rights Watch e Physicians for Human Rights, nella quale si esortano le autorità municipali degli USA ad adottare misure speciali temporanei per evitare che individui o gruppi armati intimidiscano o minaccino manifestanti o votanti durante e dopo le elezioni.