Mentre i manifestanti sono maltrattati e torturati, in Bielorussia la polizia continua a violare i diritti umani in tutta impunità. © Getty/Valery Sharifulin/TASS
Mentre i manifestanti sono maltrattati e torturati, in Bielorussia la polizia continua a violare i diritti umani in tutta impunità. © Getty/Valery Sharifulin/TASS

Bielorussia Centinaia di manifestanti torturati – Amnesty chiede l’intervento della giustizia internazionale

Comunicato stampa, 27 gennaio 2021, Londra/Lugano – Contatto media
Centinaia di manifestanti sono stati torturati in detenzione nelle scorse settimane in Bielorussia. Un nuovo rapporto di Amnesty International mostra come la giustizia persegue e punisce queste vittime di tortura invece di assicurare alla giustizia gli autori di queste gravi violazioni dei diritti umani. Amnesty esorta la comunità internazionale a prendere posizione e ottenere giustizia per le vittime.

"Il sistema giudiziario in Bielorussia ha fallito su tutta la linea nel perseguire i responsabili di atti di tortura contro centinaia di manifestanti. Le vittime e i testimoni oculari della repressione continuano ad essere molestati, mentre la polizia gode di completa impunità. Finora non è stato aperta una sola indagine sull'operato delle forze di sicurezza", ha dichiarato Lisa Salza, specialista di Europa orientale per Amnesty International Svizzera.

"La comunità internazionale deve garantire che sia fatta giustizia. I governi e le organizzazioni internazionali e regionali dovrebbero usare tutta la loro influenza per convincere le autorità bielorusse a porre fine a questo assalto ai diritti umani. Esortiamo anche il Ministero degli Esteri svizzero (DFAE) a utilizzare tutte le misure disponibili e a lavorare per la giustizia in Bielorussia", ha affermato Lisa Salza.

Detenzione arbitraria e tortura di manifestanti pacifici

In un nuovo rapporto, Belarus:"You are not Human Beings", Amnesty International presenta racconti di manifestanti pacifici arrestati in massa e sottoposti a tortura, denudati, picchiati senza pietà, tenuti in posizioni di stress e privati di cibo, acqua potabile o assistenza medica per giorni.

Il numero esatto di manifestanti detenuti arbitrariamente nel centro di detenzione Akrestina a Minsk e in altre strutture di detenzione in tutta la Bielorussia è tuttora sconosciuto. Secondo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, a inizio dicembre 2020 si superavano già le 27.000 persone. Gli arresti arbitrari da allora sono continuati.

Impunità, rappresaglie e intimidazioni

Le autorità bielorusse hanno ammesso di aver ricevuto più di 900 denunce di abusi commessi dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni. Tuttavia, non è stata avviata una sola indagine penale legata a queste denunce. Oltre ad affrontare gravi rappresaglie, coloro che hanno sporto denuncia hanno dovuto affrontare ostacoli burocratici, tattiche dilatorie e chiari impedimenti da parte di un sistema progettato per scoraggiarli e intimidirli, e invalidare e trascurare le loro denunce e le loro prove.

Invece di garantire che le persone sospettate di violazioni dei diritti umani saranno perseguite, il 28 ottobre 2020 il procuratore generale bielorusso ha riferito che sono stati aperti 657 indagini penali contro i manifestanti, con più di 200 persone già accusate di disordini di massa e violenze contro gli agenti di polizia. Le organizzazioni della società civile hanno documentato decine di casi contro manifestanti pacifici aperti con accuse inventate e politicamente motivate. 

Queste cifre includono il caso di Natallia Hersch, cittadina con doppia nazionalità svizzera e bielorussa. È stata condannata il 7 dicembre a due anni e mezzo di prigione per presunta resistenza all'arresto e per aver rimosso il cappello di un poliziotto.

Appello alla giustizia internazionale

In base al diritto internazionale la Bielorussia è tenuta a rispettare i diritti umani di tutte le persone che si trovano nel paese. Questo significa anche che deve essere rispettata la proibizione assoluta della tortura e che i casi di tortura devono essere investigati e puniti di conseguenza.

"La portata senza precedenti delle violazioni dei diritti umani in corso, così come l'assoluta impunità dei responsabili, richiede l'applicazione di meccanismi internazionali per indagare e perseguire questi abusi dei diritti umani", ha dichiarato Lisa Salza, "La comunità internazionale non deve stare a guardare".