Necessario intervenire affinché non ci siano disuguaglianze nell'accesso ai vaccini © MANJUNATH KIRAN/AFP/Getty Images
Necessario intervenire affinché non ci siano disuguaglianze nell'accesso ai vaccini © MANJUNATH KIRAN/AFP/Getty Images

Covid-19 L'accesso al vaccino deve avere la priorità sugli interessi delle aziende farmaceutiche!

Comunicato stampa, 16 marzo 2021, Berna/Lugano – Contatto media
Un numero importante di paesi non ha accesso ai vaccini anti Covid-19, i cui brevetti sono in mano ad alcuni gruppi farmaceutici. Il Consiglio federale deve impegnarsi in favore dell’accesso universale alle cure contro il Covid-19 e spingere le aziende farmaceutiche a operare in questo senso, nonostante questo sia contrario al loro modello di business. È quanto richiede una petizione promossa da Amnesty International e Public Eye lanciata oggi.

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La petizione di Amnesty International e Public Eye esige il sostegno da parte della Svizzera alla deroga temporanea alla proprietà intellettuale sulle cure, i test e i vaccini contro il Covid-19. Chiede inoltre che il Consiglio federale si impegni per un’adesione delle aziende farmaceutiche svizzera al pool di accesso alle tecnologie Covid-19 (C-TAP) dell'Organizzazione mondiale della salute (OMS). Infine, la petizione chiede di rendere pubblici i contratti per l’acquisto di vaccini conclusi con i produttori, pagati con i soldi dei contribuenti.

Deroga dei brevetti

«I paesi ricchi, tra cui la Svizzera, hanno acquistato oltre la metà degli stock di vaccini pur rappresentando solo il 16% della popolazione mondiale. Contemporaneamente 100 paesi non hanno ancora somministrato un solo vaccino. Questa situazione è dovuta al fatto che solo alcune aziende fabbricano il vaccino per il quale controllano il brevetto, mentre molte altre imprese avrebbero il know-how necessario per garantire la produzione», sottolinea Pablo Cruchon, responsabile della campagna Covid-19 per Amnesty International Svizzera.

La Svizzera deve sostenere la proposta di deroga ad alcune disposizioni dell’accordo TRIPS (Trade-related Aspects of Intellectual Property Agreement), che stabilisce le regole in materia di proprietà intellettuale. Una deroga permetterebbe di sospendere l’applicazione dei brevetti e delle protezioni della proprietà intellettuale per le cure contro il Covid-19 così da agevolare la produzione da parte di nuovi fabbricanti, in particolare nel Sud del mondo.

Adesione al programma di condivisione delle conoscenze dell’OMS

Nel maggio 2020 l’Organizzazione mondiale della salute (OMS) ha creato il pool di accesso alle tecnologie Covid-19 (C-TAP) affinché le aziende possano raggruppare i dati e le conoscenze, favorire la concessione delle licenze di produzione e il trasferimento di tecnologie ad altri potenziali produttori. Ad oggi nessun gruppo farmaceutico ha aderito al pool.

«I gruppi farmaceutici che hanno messo a punto i primi vaccini contro il Covid-19 devono condividere le proprie ricerche, il proprio sapere e le proprie tecnologie. Così altre aziende farmaceutiche potranno appoggiarsi sulle loro scoperte per accelerare la produzione di vaccini», spiega Patrick Durisch, responsabile Politica Salute a Public Eye. Per questo motivo, Amnesty International e Public Eye esortano il Consiglio federale a fare tutto il possibile affinché dei gruppi farmaceutici domiciliati in Svizzera aderiscano al C-TAP.

Informazioni supplementari:

Un rapporto di Public Eye diffuso il 9 marzo analizza i metodi di Pfizer, Roche e Novartis per sfruttare sistematicamente la crisi del Coronavirus a proprio vantaggio. Il documento evidenzia anche la responsabilità della Svizzera e di altri paesi ricchi nell’alimentare il modello d’affari delle industrie farmaceutiche nell’iniqua ripartizione dei vaccini.

Le raccomandazioni di Amnesty International agli Stati sulla proposta di deroga di alcuni aspetti dell’Accordo TRIPS al WTO.

Maggiori informazioni sul pool C-TAP, una condivisione delle licenze volontarie per le cure contro il Covid-19.

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