Sfrattati con la forza a Bole, Addis-Abeba, Etiopia, nell'aprile 2020 ©Privato
Sfrattati con la forza a Bole, Addis-Abeba, Etiopia, nell'aprile 2020 ©Privato

Svizzera Nessun rimpatrio forzato di richiedenti asilo in Etiopia!

Comunicato stampa, 25 gennaio 2021, Berna/Lugano – Contatto media
Amnesty International è preoccupata per le notizie di un volo di rinvio previsto per l'Etiopia. L'organizzazione per i diritti umani ha documentato la situazione di sicurezza molto tesa e le gravi violazioni dei diritti umani nel paese e chiede quindi alla Svizzera di fermare qualsiasi rimpatrio forzato in Etiopia.

Da diversi giorni alcune organizzazioni della società civile hanno riferito di un volo speciale per l'Etiopia, presumibilmente previsto per il 27 gennaio. Secondo le informazioni a disposizione della nostra organizzazione, diversi richiedenti asilo respinti di origine etiope sono attualmente in detenzione in attesa dell'espulsione.

La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) non ha ancora commentato queste informazioni. Tuttavia secondo la SEM attualmente i rimpatri in Etiopia sono possibili. A causa della precaria situazione di sicurezza, Amnesty International chiede che non vi siano rimpatri forzati in Etiopia.

Le tensioni politiche caratterizzano la situazione dei diritti umani in Etiopia da diversi anni. Amnesty International ha denunciato abusi da parte dei militari, nelle regioni Oromia e Amhara, tra il 2018 e il 2019.

Dopo che il governo centrale del presidente Abyi Ahmed ha rinviato le elezioni previste per maggio 2020, nel novembre 2020 è scoppiato un conflitto armato aperto nella regione del Tigray. Centinaia di migliaia di persone sono in fuga. Nonostante i blocchi di internet Amnesty International ha documentato gravi violazioni dei diritti umani nel Tigray già a novembre e fino a dicembre, e chiede che le organizzazioni umanitarie abbiano libero accesso alla regione. Nessun allentamento delle tensioni è previsto da qui alle elezioni del giugno 2021.