Quasi 37 000 persone e 37 organizzazioni hanno firmato una petizione di Amnesty International dedicata al tema delle violenze sessuali. Qui la consegna delle firme, nel 2019.
Quasi 37 000 persone e 37 organizzazioni hanno firmato una petizione di Amnesty International dedicata al tema delle violenze sessuali. Qui la consegna delle firme, nel 2019.

Svizzera Revisione del diritto penale sessuale: progetto dell'amministrazione deludente

Comunicato stampa, 1 febbraio 2021, Berna/Lugano – Contatto media
Il progetto di revisione del diritto penale in materia di reati che violano la sfera sessuale sottoposto a consultazione a partire da oggi prevede di punire le penetrazioni sessuali non consensuali come aggressione sessuale e non come stupro. Amnesty International critica questo progetto che ignora gli obblighi della Svizzera in materia di diritti umani e non permette di fare veramente giustizia per le vittime.

Mentre 12 paesi europei riconoscono già un rapporto sessuale non consensuale come stupro, il progetto dell’amministrazione federale sottoposto oggi in consultazione propone di introdurre nel codice penale svizzero l’infrazione “aggressione sessuale” (art. 187a CP) a coprire gli atti sessuali commessi contro la volontà della persona o a sorpresa. Questa nuova infrazione, considerata come un delitto, è accompagnata da una pena più lieve rispetto allo stupro, considerato un crimine.

Amnesty International accoglie positivamente la volontà del parlamento di riformare il codice penale svizzero con lo scopo di punire in modo adeguato gli atti sessuali non consensuali. Ciononostante, l’organizzazione per la difesa dei diritti umani critica con forza il progetto elaborato fino ad ora: “Il progetto dell’amministrazione federale è un’occasione mancata di stabilire senza equivoci che l’ingiustizia fondamentale di una aggressione sessuale non è la costrizione o la violenza, ma bensì il mancato rispetto dell’autodeterminazione sessuale. Questo progetto non risponde agli obblighi della Svizzera in materia di diritti umani, in particolare quelli fissati dalla Convenzione di Istanbul” spiega Cyrielle Huguenot, coordinatrice Diritti delle donne di Amnesty Svizzera.

Definendo le penetrazioni vaginali, anali e orali non consensuali come violazioni sessuali, questo progetto crea una sorta di “falso stupro”, con una pena più lieve. In alcuni casi la gravità della sanzione dipenderà dal comportamento della vittima: se la persona accusata non ha avuto bisogno di ricorrere a un mezzo di costrizione, perché ha approfittato della sorpresa o dello choc che hanno impedito alla vittima di difendersi, rischierà al massimo tre anni di prigione contro i dieci attuali per uno stupro.

“Questo modo di concepire le violenze sessuali è superato e distaccato dalla realtà. Il segnale inviato alle vittime rischia di essere devastante: “se non ti sei difesa/o, l’aggressione che hai subito è considerata meno grave””, critica Cyrielle Huguenot. Contrariamente a dei miti ancora diffusi nella nostra società, stando ai quali gli stupri sono per la maggior parte commessi da sconosciuti, con le violenze che avvengono in una strada buia in un angolo appartato, la maggior parte delle aggressioni avvengono in realtà nella sfera privata, in momenti inizialmente tranquilli. Una delle reazioni naturali delle donne toccate è uno stato di choc o di paralisi denominato “freezing”, congelamento. Solo in casi molto rari oppongono una resistenza fisica. La maggior parte degli autori non ha quindi bisogno di fare ricorso alla forza, e approfitta del momento di stress o di choc della vittima, e del rapporto di fiducia.

Affinché sia fatta veramente giustizia per le persone che subiscono delle violenze sessuali, Amnesty esorta il parlamento svizzero a modificare il progetto di legge proposto dall’amministrazione federale così da considerare qualsiasi rapporto sessuale non consensuale come stupro, e a rivedere di conseguenza gli articoli 189 (coazione sessuale) e 190 (violenza carnale) del codice penale. Amnesty International depositerà questa richiesta nell’ambito della procedura di consultazione.

Maggiori informazioni sulla posizione di Amnesty International Svizzera su questo portale.