La situazione disumana sulle isole greche è una conseguenza della politica europea nei confronti dei rifugiati. © LOUISA GOULIAMAKI /Getty Images
La situazione disumana sulle isole greche è una conseguenza della politica europea nei confronti dei rifugiati. © LOUISA GOULIAMAKI /Getty Images

Campi rifugiati sulle isole greche Città e comuni solidali: il Consiglio federale deve agire!

Comunicato stampa, 29 marzo 2021, Berna/Lugano – Contatto media
La situazione delle persone rifugiate in Grecia rimane disastrosa. #evacuareORA e Amnesty International esortano il Consiglio federale a dialogare con le città, i comuni e le parrocchie che ribadiscono oggi la propria disponibilità ad accogliere dei rifugiati provenienti dalle isole del mar Egeo, così da sviluppare dei programmi di accoglienza umanitaria.

Lo scorso anno, con l’appello di #evacuareORA, 132 organizzazioni e 50'000 persone hanno chiesto al Consiglio federale di accogliere un importante contingente di rifugiati dalle isole greche. Da allora decine di città, comuni e parrocchie hanno offerto il proprio sostegno in questo senso al Consiglio federale. Ciononostante, ad oggi, né il Consiglio federale né la Segreteria di Stato della migrazione hanno messo in uso queste disponibilità. Oggi l’Alleanza “Città e comuni per l’accoglienza dei rifugiati”, che include le 8 città più importanti e 8 altri comuni, ribadisce la propria volontà di accogliere delle persone rifugiate in provenienza dalla Grecia e chiede al Consiglio federale un gesto politico chiaro in questo senso.

«Nel settembre 2020 una serie di incendi ha devastato il centro di accoglienza e di identificazione (CAI) di Moria, lasciando 12'000 persone senza un rimparo. Le autorità hanno allestito un sito d’urgenza, dove attualmente vivono circa 6900 persone, nonostante la sua capacità massima sia stimata a 3500 posti. Inoltre, il nuovo campo è installato su un vecchio campo di tiro militare. Come ammesso dal governo greco, il terreno è contaminato dal piombo che in alcuni punti supera di molto il limite legale e potrebbe rappresentare dei rischi sanitari per le persone costrette a viverci», sottolinea Pablo Cruchon, responsabile della campagna migrazioni per Amnesty International Svizzera.

Dopo gli incendi, la Svizzera ha portato sul posto del materiale umanitario, in particolare tende, materiale per il trattamento delle acque e del materiale medico per fermare la propagazione del Covid-19 e trattare le persone contagiate. La Svizzera ha anche accolto 97 minori non accompagnati provenienti dalle isole del mar Egeo.

«L’accoglienza di queste poche decine di rifugiati è positiva, ma rimane ampiamente insufficiente. Il Consiglio federale aveva deciso, nell’ambito del suo programma di reinsediamento, di ammettere in Svizzera un contingente di 1600 persone rifugiate particolarmente vulnerabili per il 2020/2021. Ad oggi però sono state ammesse solo 330. Inoltre, nel 2020 nel nostro paese sono state depositate solo 11’041 domande d’asilo, ovvero 3228 in meno rispetto al 2019 (-22,6%). Si tratta della cifra più bassa registrata dal 2007», ha osservato Pablo Cruchon.

Considerate queste cifre e la volontà ripetuta oggi dalle principali città, comuni e parrocchie Svizzera a partecipare all’accoglienza di rifugiati provenienti dalla Grecia, Amnesty International chiede:

  • Il sostegno del governo a un’evacuazione completa del campo di Moria a livello europei.
  • Accoglienza rapida di un importante contingente di rifugiati dalle isole greche.
  • L’entrata in materia da parte della Consigliera federale Karin Keller-Sutter sulla proposta delle città di accogliere persone rifugiate.

 

Maggiori informazioni: https://evacuare-ora.ch/

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