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Votazione federale 26 settembre Sì al "Matrimonio per tutt*"

22 luglio 2021
Il prossimo 26 settembre il popolo svizzero si esprimerà sul “matrimonio per tutt*”. A livello nazionale Amnesty International si mobilita per il Sì con il comitato “Matrimonio per tutt*”. Questo perché il diritto al matrimonio e alla famiglia è un diritto umano del quale tutt* devono poter beneficiare. Contiamo anche sul tuo voto!

Il diritto al matrimonio e alla famiglia è garantito dall’articolo 23 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e dall’articolo 14 della Costituzione federale svizzera, ed è aperto a tutte e tutti. In Svizzera però le coppie dello stesso sesso non hanno ancora la possibilità di unirsi in matrimonio.

Il 18 dicembre 2020 il Parlamento svizzero ha deciso a larga maggioranza di abolire questa discriminazione e di aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Gli ambienti conservatori cristiani vedono in questa decisione un “edulcorazione dell’istituzione del matrimonio” e hanno quindi lanciato un referendum, raccogliendo 61'027 firme valide. Il referendum si terrà il 26 settembre 2021. In caso di esito positivo, la Svizzera sarebbe il 29esimo paese – uno degli ultimi in Europa – ad introdurre il matrimonio per tutt* su scala nazionale.

Un passo verso l’uguaglianza

Il fatto che le persone non debbano essere discriminate a causa del loro orientamento sessuale è ampiamente riconosciuto nella società svizzera. L’autodeterminazione riguardo il proprio corpo e la propria sessualità ha assunto un’importanza crescente negli scorsi anni. La situazione giuridica delle persone LBGTIQ+ è progressivamente migliorata: nel 2005, con il 58% di voti a favore, è stata adottata la legge sul partenariato, nel 2016 una netta maggioranza del parlamento si è pronunciata in favore dell’adozione dei figli del partner, mentre nel 2020 il 65% delle persone aventi diritto di voto ha approvato l’ampiamento della norma penale anti-razzista per includere la nozione di orientamento sessuale.

Il “matrimonio per tutt*” è un passo importante verso l’uguaglianza, che è atteso da tempo: il Parlamento, il Consiglio federale e, secondo i sondaggi, la maggior parte della popolazione svizzera sono favorevoli all’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Si tratta di un riconoscimento legale dell’amore tra persone dello stesso sesso che manda un segnale positivo alla società. In altri paesi dove è stato introdotto il matrimonio per tutt* si è assistito a una diminuzione dei pregiudizi e delle aggressioni nei confronti delle persone LGBTIQ+, ed è sceso anche il tasso di suicidi.

«L’esclusione delle coppie dello stesso sesso dai vantaggi e dagli obblighi del matrimonio non è un inconveniente trascurabile. La legge rende anomale le coppie dello stesso sesso e implica così facendo che il loro bisogno di affermarsi e di proteggere le loro relazioni intime in quanto esseri umani merita meno attenzioni. Si vedono quindi accordare, per definizione, una capacità ridotta ad amare, a impegnarsi e ad assumersi delle responsabilità rispetto alle coppie eterosessuali” (traduzione libera) 

Il giudice Sachs dell’Alta corte sud africana, "To Have and To Hold: The Making of Same-Sex Marriage in South Africa", Gala und OUT LGBT Well-Being, 2008

Discriminazioni ancora esistenti tra coppie dello stesso sesso nel matrimonio civile

Delle differenze evidenti che vanno a svantaggio delle coppie omosessuali e delle famiglie arcobaleno sono ancora presenti oggi. Dal 2005 le coppie dello stesso sesso hanno la possibilità di concludere una partnership registrata. Questo però non sostituisce il matrimonio. Anche se questa misura riconosce legalmente le coppie dello stesso sesso queste sono chiaramente svantaggiate rispetto alle coppie eterosessuali. Il Consiglio dei diritti umani, tra gli altri, ha sottolineato queste lacune nell’ambito dell’Esame periodico universale (EPU), criticando la Svizzera.

Da una parte, lo stato civile di “partenariato registrato” si accompagna con un outing costante: l’orientamento sessuale di una persona è così documentato e reso pubblico. Il “matrimonio per tutt*” permette alle coppie omosessuali ed eterosessuali di considerare il proprio orientamento sessuale come una questione privata.

Contrariamente alle coppie sposate, le persone legate da un partenariato registrato non hanno diritto alla nazionalità svizzera o a una naturalizzazione semplificata. Esistono quindi degli ostacoli supplementari alla coabitazione di copie con doppia nazionalità dello stesso sesso.

Inoltre, le coppie omosessuali si vedono rifiutare l’accesso alla medicina riproduttiva o all’adozione, con l’eccezione dell’adozione di un figliastro/figliastra. Il “matrimonio per tutt*” permetterebbe alle coppie sposate in Svizzera di avere accesso alle banche dello sperma e di poter così creare la propria famiglia.

Le coppie dello stesso sesso e i loro figli sono meno protette dalla legge. La genitorialità originaria della coppia è legata al matrimonio. Questo significa che in un matrimonio lesbico, le due donne sono riconosciute come i genitori del bambino fin dalla sua nascita. Questa regolamentazione progressista da centralità all’interesse superiore del bambino, poiché i bambini sono anche protetti legalmente in caso di decesso di un genitore. Inoltre, la scienza è concorde da tempo nel dire che i bambini hanno prima di tutto bisogno di essere presi a carico da persone amorevoli e stabili, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

Questa discriminazione basata sull’orientamento sessuale iscritta nel diritto del matrimonio civile deve essere eliminata con l’introduzione del “matrimonio per tutt*”.

Cosa fa Amnesty

Da lunghi anni Amnesty International è impegnata nella lotta contro le persecuzioni e le discriminazioni nei confronti delle persone a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Siamo impegnati in una campagna internazionale contro le leggi che criminalizzano le attività sessuali tra persone dello stesso sesso e denigrano le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuate e Queer (LGBTIQ+), ne limitano le libertà o le escludono e discriminano in qualsiasi altro modo. Ci opponiamo alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere nelle leggi sui matrimoni civili ed esortiamo gli stati a riconoscere le famiglie per scelta.

In Svizzera, da diversi anni Amnesty fa campagna per i diritti delle persone LGBTIQ+ e per l’apertura del matrimonio. Se il “matrimonio per tutt*” è a portata di mano lo si deve principalmente all’impegno inarrestabile delle organizzazioni LGBTIQ*, che hanno unito le proprie forze per questa causa.

Per maggiori informazioni: il sito del Comitato "Matrimonio per tutt*"