La polizia russa ha represso le manifestazioni contro la guerra. Come si vede qui in piazza Pushkinskaya, Mosca, il 24 febbraio 2022. Konstantin Zavrazhin/Getty Images
La polizia russa ha represso le manifestazioni contro la guerra. Come si vede qui in piazza Pushkinskaya, Mosca, il 24 febbraio 2022. Konstantin Zavrazhin/Getty Images

Russia Il Cremlino censura i media e disperde i manifestanti contrari all'invasione dell'Ucraina

Comunicato stampa, 28 febbraio 2022, Londra/Lugano – Contatto media
Rispondendo alla notizia che il Cremlino censura i media nazionali, disperde le proteste contro la guerra e perseguita coloro che si oppongono pubblicamente all'invasione russa dell'Ucraina, Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, ha dichiarato:

"Mentre migliaia di manifestanti scendono in piazza in tutta la Russia per denunciare la guerra, il Cremlino rimane deciso a soffocare le voci critiche dello Stato e a costringere i media nazionali a sostenere le sue politiche. Usando la forza per disperdere i raduni contro la guerra e censurando la stampa, le autorità russe stanno sprofondando sempre di più nella repressione mentre l'opposizione alla guerra cresce tra la popolazione".

"Nel suo disperato tentativo di mettere a tacere il dissenso, la Russia sta anche usando le aziende controllate dallo Stato per mettere la museruola a chiunque si esprima contro il conflitto. La rimozione del presentatore televisivo Ivan Urgant e l'emarginazione della giornalista Elena Chernenko, esclusa dal press pool del governo per aver scritto una lettera contro la guerra, dimostra il disprezzo per la libertà di stampa".

"Mentre la Russia intraprende attacchi indiscriminati in violazione del diritto internazionale umanitario nell’invadere l'Ucraina, in Russia le autorità promuovono la propria narrativa del conflitto calpestando i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Il brutale giro di vite delle autorità contro chiunque esprima il proprio dissenso riguardo la guerra deve cessare immediatamente".

Informazioni supplementari

Il 24 febbraio 2022, il Roskomnadzor, l'ente di controllo dei media russi, ha ordinato a tutti i media di usare solo informazioni fornite da fonti ufficiali statali per riferire dell'invasione russa dell’Ucraina. Chiunque fosse sorpreso a disobbedire a questo ordine potrebbe vedere i propri siti web bloccati ed essere multato fino a 62.600 dollari. Il 28 febbraio, l'ente di controllo ha bloccato il sito di Nastoyashchee Vremya (Current Times), una filiale di RFE/RL, per aver diffuso "informazioni inaffidabili e pubblicamente importanti" sul conflitto.

Il 27 febbraio, l'ufficio del procuratore generale ha emesso un comunicato in cui si minaccia di perseguire con l'accusa di "alto tradimento" qualsiasi tipo di "assistenza a uno Stato straniero, a un'organizzazione internazionale o straniera o ai loro rappresentanti in attività dirette contro la sicurezza della Federazione Russa".

Durante i primi quattro giorni di invasione, la polizia russa ha usato abitualmente la forza per disperdere le proteste contro la guerra a livello nazionale. Secondo la ONG per i diritti umani OVD-Info, oltre 5.900 manifestanti pacifici sono stati arrestati in almeno 67 città e paesi in tutta la Russia. Il 24 febbraio, il filosofo politico Grigory Yudin è stato picchiato dalla polizia fino a perdere i sensi e ricoverato brevemente in ospedale.