Russian Protesters under attack Russian Protesters under attack

Russia Le autorità lanciano una caccia alle streghe per catturare chiunque condivida opinioni contro la guerra

30 marzo 2022
Le autorità russe hanno lanciato una caccia alle streghe, armando efficacemente il sistema di giustizia penale del paese per perseguire chi manifesta contro la guerra e chi esprime critiche nei confronti dello stato, opponendosi all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, a un mese dall'inizio del giro di vite.

"La persecuzione di chi si oppone all'invasione dell'Ucraina da parte di Vladimir Putin va ben oltre i precedenti sforzi per mettere a tacere manifestanti e attivisti. Chi è sorpreso a criticare la guerra affronta un numero assurdo di accuse arbitrarie, solo per aver parlato. Non sono solo accusati di 'screditare' le forze armate, ma anche di calunnia, frode o 'terrorismo'", ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale.

Secondo Agora, un'associazione russa per i diritti umani, ad appena un mese dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, sono stati avviati almeno 60 procedimenti penali per proteste pacifiche contro la guerra o per critiche pubbliche alle autorità russe. Questi procedimenti sono stati aperti in base a 14 diversi articoli del codice penale.

Almeno 46 persone sono oggetto di accuse penali, tra loro nove persone sono state prese in custodia e tre che si trovano agli arresti domiciliari. Secondo Agora queste persone sono accusate di una miriade di "crimini", tra cui l'insulto a funzionari governativi, la diffamazione, l'incitamento ad attività estremiste, l'incitamento a disordini di massa, l'odio e la frode, e la profanazione di luoghi di sepoltura.

Perseguiti per aver condiviso "fake news" 

Almeno 10 di questi casi hanno visto le persone critiche essere indagate in base a una nuova legge, per "aver screditato" le forze armate russe.  Secondo la nuova legge russa questo reato è punibile fino a 10 anni di prigione - o 15 anni se i commenti hanno causato "gravi conseguenze".

La legislazione è stata approvata all'unanimità da entrambe le camere del parlamento russo il 4 marzo e firmata dal presidente Vladimir Putin il giorno stesso. Il 22 marzo, la legge è stata ampliata per criminalizzare la condivisione di "fake news" su qualsiasi attività dei funzionari del governo russo all'estero.  

Il 16 marzo, Veronika Belotserkovskaya, una food blogger con 850.000 follower su Instagram, è diventata la prima persona accusata secondo la nuova legge, per aver condiviso "informazioni consapevolmente false sull'uso delle forze armate russe per distruggere le città e la popolazione civile dell'Ucraina, compresi i bambini".

Sergey Klokov, un tecnico del dipartimento di polizia della città di Mosca, è stata la prima persona presa in custodia in base a questa legge, dopo essere stato arrestato il 18 marzo. Secondo il suo avvocato, è accusato di diffondere "notizie false" durante le telefonate con i residenti della Crimea e della regione di Mosca.

Sono seguiti altri casi. Il 22 marzo, Aleksandr Nevzorov, un importante giornalista diventato popolare durante la perestroika (una serie di riforme politiche approvate dallo stato negli anni '80), è stato accusato di condividere "fake news" sugli attacchi da parte delle forze russe contro una maternità a Mariupol, dopo aver criticato il bombardamento in un post di Instagram il 9 marzo.  

Il 25 marzo, Izabella Yevloyeva, una giornalista della Repubblica russa di Inguscezia, è stata accusata dopo aver condiviso un post sui social media che descriveva il simbolo "Z" delle forze armate russe a favore della guerra come "sinonimo di aggressione, morte, dolore e manipolazione senza vergogna".

Le opinioni contro la guerra sono anche perseguite utilizzando altri articoli repressivi del codice penale. Il 18 marzo, Andrey Boyarshinov, un attivista della società civile di Kazan, è stato accusato di due casi di "giustificazione del terrorismo" e posto agli arresti domiciliari per due mesi per aver condiviso su Telegram dei messaggi contro la guerra. 

Il 24 marzo, Irina Bystrova, un'insegnante d'arte di Petrozavodsk, è stata accusata di condividere "fake news" e "giustificare il terrorismo" in relazione ai post che ha condiviso su VKontakte, un social media russo. 

"La criminalizzazione delle 'fake news' in corso è arbitraria e illegale quanto lo sono gli sforzi del Cremlino per schiacciare tutte le forme di sentimento anti guerra. E imbarcandosi in questa implacabile caccia alle streghe, le autorità russe dimostrano di essere capaci di muovere accuse contro chiunque. Questa serie di vergognosi procedimenti sono flagranti violazioni del diritto alla libertà di espressione", ha detto Marie Struthers.

Arrestato per aver scritto graffiti contro la guerra 

Mentre le critiche pubbliche alla guerra aumentano, le autorità russe hanno anche cercato di criminalizzare la street art e i graffiti. Almeno nove attivisti e artisti di strada sono stati accusati di aver scritto graffiti "motivati dall'odio" - un crimine che potrebbe vederli imprigionati fino a tre anni. 

Il 18 marzo, Leonid Chernyi, un artista di strada di Ekaterinburg, è stato arrestato per aver messo degli adesivi con la scritta "GruZ 200" - il codice ufficiale che indica le vittime militari - prima di essere arrestato per "ubriachezza pubblica" e accusato di "vandalismo". 

Dmitry Kozyrev, un residente di Tula, è stato arrestato il 20 marzo per aver scritto "La guerra è un requiem per il senso comune" sui muri del Cremlino di Tula. Il 23 marzo, Nikolay Vorotnyov, residente a San Pietroburgo, è stato arrestato per aver dipinto la bandiera ucraina su un obice della Seconda guerra mondiale in un museo di guerra all'aperto.

Mentre Amnesty International accetta che le autorità possano legittimamente sanzionare i graffiti, notiamo con grave preoccupazione l'imposizione di sanzioni particolarmente dure per l'espressione politica.

"Il sistema di giustizia penale russo viene usato come strumento per frenare la libertà di parola, punire le voci dissenzienti e instillare paura nella popolazione in generale. Imbavagliando tutti i sentimenti contro la guerra, il Cremlino cerca di schiacciare coloro che si oppongono al conflitto - o almeno di creare l'impressione che tale resistenza non esista", ha dichiarato Marie Struthers. 

"Questa atroce campagna di repressione contro i critici dello stato che si stanno coraggiosamente opponendo all'invasione russa dell'Ucraina deve finire ora. Tutte le accuse mosse contro coloro che hanno espresso opinioni contro la guerra devono essere urgentemente ritirate, e tutte le persone detenute devono essere immediatamente e incondizionatamente rilasciate".