3 marzo 2022: un uomo passa in bici davanti alle macerie degli edifici distrutti a Irpin, Ucraina. © Chris McGrath/Getty Images
3 marzo 2022: un uomo passa in bici davanti alle macerie degli edifici distrutti a Irpin, Ucraina. © Chris McGrath/Getty Images

Ucraina Civili nella morsa della guerra di assedio - nuove testimonianze e indagine

Comunicato stampa, 1 aprile 2022, Londra/Lugano – Contatto media
La guerra di assedio dell'esercito russo in Ucraina, caratterizzata da implacabili attacchi indiscriminati contro zone densamente popolate, sta illecitamente uccidendo civili in diverse città. È quanto dichiara oggi Amnesty International nel pubblicare una nuova indagine svolta sul campo.

Per la prima volta gli investigatori di Amnesty International che si trovano sul campo in Ucraina hanno potuto verificare in modo indipendente le prove materiali della presenza di munizioni a grappolo vietate, il cui uso viola il diritto internazionale. I ricercatori hanno anche raccolto testimonianze che documentano le tattiche d'assedio russe, tra cui attacchi indiscriminati illegali, interruzione dei servizi di base, tagli alle comunicazioni, distruzione delle infrastrutture civili e restrizioni all'accesso a medicine e assistenza sanitaria. 

Nelle ultime settimane, le forze russe hanno usato armi intrinsecamente indiscriminate – tra queste bombe a grappolo e armi imprecise con effetti ad ampio raggio quali le bombe "a caduta libera" non guidate e le salve di un sistema di artiglieria lanciarazzi multiplo, Multiple Launch Rocket Systems (MLRS) - negli attacchi ad aree civili densamente popolate.

Pertanto, gli assalti delle forze russe a paesi e città e la distruzione sfrenata delle infrastrutture della vita quotidiana violano il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani. Anche il lancio di attacchi indiscriminati che uccidono o feriscono i civili costituiscono crimini di guerra.

"Una caratteristica di questi assedi sono gli incessanti attacchi indiscriminati da parte delle forze russe che, nel tempo, causano danni devastanti", ha dichiarato Joanne Mariner, direttrice del Crisis Response Team di Amnesty International.

"Da cinque settimane, giorno dopo giorno, i civili in tutta l'Ucraina vedono le loro città rase al suolo. Le nostre ricerche sul campo hanno permesso di documentare come siano le persone più a rischio della società a soffrire in modo sproporzionato a causa di queste brutali tattiche d'assedio. È urgente che i civili intrappolati nelle città sotto assedio abbiano accesso ai corridoi umanitari per permettere l'evacuazione sicura di tutti coloro che desiderano andarsene. Gli aiuti umanitari devono poter raggiungere anche coloro che rimangono indietro", ha proseguito Mariner.

Amnesty International ha condotto interviste di persona e a distanza con persone che hanno subito l'assedio in cinque città, tra cui Kharkiv e Mariupol. Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha analizzato immagini satellitari rilevanti e ha verificato video e foto degli incidenti descritti qui di seguito. Nelle prossime settimane Amnesty International pubblicherà ulteriori prove raccolte durante le indagini sul campo in Ucraina.

Attacchi indiscriminati

Le forze russe hanno raggiunto la periferia nord di Kharkiv nei primi giorni dell'invasione, mettendo rapidamente in atto tattiche di assedio, tentando di accerchiare la città e sparando armi imprecise contro le aree popolate.

Amnesty International ha documentato un ampio schema di attacchi indiscriminati illegali in aree popolate di Kharkiv. Il 28 febbraio, tre salve di MLRS hanno colpito la parte nord della città, uccidendo almeno nove civili, tra cui bambini, e ferendo almeno altre 18 persone.

In un attacco la mattina del 4 marzo, Olesky Stovba, un padre di 41 anni, è stato ferito da una munizione a grappolo mentre faceva la spesa in via Zaliznychna, nel quartiere Mala-Danylivka di Kharkiv.

Ha raccontato ad Amnesty International: "Abbiamo trovato del cibo, eravamo fuori dal negozio di alimentari quando ho sentito un gran rumore. Mi sono girato e ho visto tanti piccoli fuocherelli. Era all'altezza delle mie ginocchia, a 50 metri da me. Sono caduto, è caduta anche mia moglie, e poi ho sentito qualcosa colpirmi la gamba destra... Ho tirato giù i pantaloni e ho visto molto sangue".

I chirurghi hanno poi rimosso tre frammenti dal suo inguine, polpaccio e piede destro. Un esperto in armamenti di Amnesty International ha esaminato di persona le prove fisiche, confermando che il frammento più grande proveniva da una bomba a grappolo 9N210 o 9N235.

Anche il quartiere Saltivka di Kharkiv è stato preso ripetutamente di mira durante l'assedio della città. Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha verificato 22 episodi nel distretto, mostrando danni ad aree civili tra cui scuole, caseggiati, mercati alimentari e un deposito di tram, tra il 27 febbraio e il 16 marzo. Le foto degli attacchi mostrano resti di razzi Smerch e munizioni a grappolo in tutta l'area.

Un uomo*, che gestisce un rifugio antiatomico a Saltivka, ha detto ad Amnesty International: "È diventata la mia nuova realtà - sparatorie e bombardamenti, aiutare le donne anziane a uscire dalle macerie, niente gas, niente acqua, niente elettricità. Una volta ogni tre giorni facciamo bollire il ghiaccio per l'acqua. Ci sono 300 persone nel rifugio. La maggior parte sono anziani, fragili, [hanno] asma, diabete. Alcuni di loro non lasciano il rifugio da tre settimane. Il problema maggiore a Saltivka è che gli anziani muoiono per mancanza di medicine, per lo shock o un attacco di cuore. È importante seppellirli, presto farà caldo e si decomporranno".

In un rifugio a Leopoli, i ricercatori di Amnesty International hanno intervistato una ragazza di 16 anni, evacuata da sola da Kharkiv. L'organizzazione ha verificato una foto di resti di un razzo Uragan da 220 mm che ha colpito vicino al condominio dove la giovane viveva con la sua famiglia, nelle vicinanze di una scuola.

Ha raccontato ad Amnesty International: "Il missile ha colpito di notte e ho sentito l'odore del fuoco e le vibrazioni. Tutta la mia famiglia vive nel corridoio del condominio dal primo giorno di guerra".

Amnesty International ha già confermato che le munizioni a grappolo hanno ucciso un bambino e altri due civili che si erano rifugiati in una scuola materna a Sumy Oblast e ha documentato un attacco aereo che ha ucciso civili in coda per il cibo a Chernihiv.

Negazione dei servizi di base

La comunicazione con i civili nelle città assediate è estremamente difficile a causa dell'interruzione della telefonia mobile e del servizio internet. Molte persone passano la maggior parte del tempo in rifugi antiatomici sotterranei, dove il segnale è debole o assente. L'accesso alle comunicazioni e ad internet sono essenziali per la sicurezza e per accedere ad informazioni vitali su possibili percorsi di evacuazione.

Nelle città di Kharkiv e Izium gli edifici dove si trovano le torri TV sono stati danneggiati dagli attacchi. Ricerche open source e analisi di immagini satellitari di Amnesty International mostrano che il complesso delle torri televisive di Kharkiv è stato probabilmente danneggiato a due riprese tra il 27 febbraio e il 17 marzo, e dal 6 marzo sono state segnalate interruzioni di servizio. Un edificio associato alla torre televisiva di Izium è stato danneggiato il 12 marzo e ancora il 20 marzo. Rapporti open source confermano la nuova interruzioni delle trasmissioni. Molti residenti anziani si affidano alla televisione per le notizie e per le informazioni di emergenza da parte del governo.

In precedenza Amnesty International ha documentato come i civili di Izium siano sull'orlo di un disastro umanitario a causa dei continui bombardamenti da parte delle forze russe sulla città.

Impatto sulle persone a rischio

Il conflitto continua ad avere un impatto significativo sulle persone anziane e sui disabili, effetto che la guerra d'assedio aggrava ulteriormente.

Alexander Mihta, un 39enne di Kharkiv, è diabetico e fatica molto a camminare poiché la malattia ha colpito anche i piedi. Ha accompagnato la moglie e la figlia al confine polacco, ma è dovuto rimanere in Ucraina dopo l'entrata in vigore nel paese della legge marziale. Il suo condominio a Kharkiv è stato colpito da razzi Smerch, che hanno rotto i tubi, tagliando il riscaldamento e allagando i piani inferiori. Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha verificato 21 foto che confermano i danni all'edificio residenziale. Mihta è poi fuggito a Leopoli con il padre.

Ha raccontato ad Amnesty International: "I bombardamenti erano sempre più intensi. Avevo bisogno di cibo, così sono uscito e sono andato a fare la spesa. Ho il diabete e mi sono messo a correre perché il bombardamento si intensificava. Mi sono fatto male a una gamba. Stavo cercando di raggiungere il rifugio antiatomico ma non ci sono riuscito. Mi sono rotto sei ossa e ora loro [i medici] vogliono amputare".

Amnesty International ha anche intervistato una donna di 61 anni*, rimasta a Kharkiv per curare la madre malata. Ha detto: "Le persone anziane…noi restiamo. Mia madre riesce a malapena a muoversi... Siamo di Luhansk e abbiamo dovuto prendere mia madre da Luhansk... Siamo partiti per l'appartamento di mia figlia a Kharkiv e siamo bloccati qui. Usciamo un’ora al giorno. Devo sempre spiegare a mia madre perché siamo a Kharkiv e perché siamo nel seminterrato. Ha la demenza senile e dimentica sempre perché si trova nel seminterrato e io devo dirglielo tutto il giorno. Una volta aveva una vita decente, poteva camminare in giardino. Ora non più".

Gli anziani e i disabili, così come altri gruppi esposti a rischi e problemi particolari durante la fuga, dovrebbero essere prioritari per l'evacuazione, come specificato nel diritto umanitario internazionale. Anche la pianificazione e la comunicazione sulle evacuazioni e sui corridoi umanitari sicuri devono essere intrapresi in modo inclusivo, assicurando anche che le informazioni, i trasporti e i servizi siano tutti accessibili.

Nota: *Alcuni nomi sono stati omessi per motivi di sicurezza.