Sotto assedio dal 28 febbraio, la città di Izium, nella regione di Kharkiv ha subito gravi danni, come mostrano queste immagini satellitari datate 12 marzo 2022. © 2022 Planet Labs Inc.
Sotto assedio dal 28 febbraio, la città di Izium, nella regione di Kharkiv ha subito gravi danni, come mostrano queste immagini satellitari datate 12 marzo 2022. © 2022 Planet Labs Inc.

Ucraina La città assediata di Izium è al punto di rottura in seguito ai costanti attacchi delle forze russe

Comunicato stampa, 17 marzo 2022, Berna – Contatto media
I civili di Izium, nella regione di Kharkiv (Ucraina orientale), sono sull'orlo di un disastro umanitario poiché le forze russe bombardano incessantemente la città. Lo rivelano nuove testimonianze raccolte da Amnesty International.

I residenti di Izium sono sotto costante assedio dal 28 febbraio e si dicono vicini al punto di rottura, i mentre i civili rimasti si nascondono nelle cantine e le scorte di cibo e acqua diminuiscono. Tra il 9 e il 12 marzo, Amnesty International ha intervistato 26 residenti di Izium, subito dopo la loro evacuazione a Svyatohirsk, una città nella regione di Donetsk che rimane in gran parte sotto il controllo ucraino ed è sotto il continuo fuoco russo.

"Decine di piccole città e villaggi in Ucraina sono attaccati continuamente e i loro abitanti disperati sono presi nel fuoco incrociato o sotto assedio dalle forze russe che attaccano", ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale. "Le testimonianze che abbiamo raccolto a Izium rivelano il terrore vissuto dalla popolazione civile della città, intrappolata negli scantinati quasi senza cibo né acqua e sotto costanti attacchi. Izium e altre città in prima linea hanno urgente bisogno di corridoi umanitari per permettere l'evacuazione sicura dei civili che desiderano andarsene e la consegna di forniture umanitarie per coloro che restano".

Rapporti di attacchi militari russi su Izium sono apparsi per la prima volta il 28 febbraio e dal 3 marzo la città è sotto il costante fuoco di razzi. La maggior parte delle zone residenziali della città sono senza elettricità, gas, riscaldamento e comunicazioni tramite cellulari in seguito agli attacchi. Secondo l'ufficio del procuratore generale ucraino otto civili, tra cui due bambini, sono stati uccisi negli attacchi del 3 marzo, che hanno anche causato danni importanti all'ospedale centrale della città. Da allora sono state segnalate altre vittime.

'Tutto era sotto tiro'

Gli intervistati hanno detto ad Amnesty International che le forze russe hanno effettuato attacchi che hanno ucciso e ferito civili, distruggendo o danneggiando infrastrutture civili, tra cui case residenziali, scuole, asili, strutture mediche e negozi di alimentari. Alcuni degli attacchi sembrano essere stati indiscriminati e quindi illegali. Le immagini satellitari del 12 marzo esaminate da Amnesty International hanno mostrato chiaramente crateri e danni vicino a luoghi segnalati da mappe stradali come scuole e ospedali.

Svitlana, una sfollata interna di 72 anni, vive a Izium dopo essersi trasferita da Donetsk, dal 2014 controllata da gruppi armati sostenuti dalla Russia. Ha raccontato ad Amnesty International: "Quando hanno cominciato a bombardarci, il 3 o 4 [marzo], non potevamo più uscire. Giorno e notte venivano sparati razzi... Se questo continua ancora qualche giorno la gente e la città saranno finiti".

Dall’inizio degli attacchi diversi negozi di alimentari sono stati chiusi o distrutti quindi la popolazione di Izium dipende completamente dagli aiuti umanitari e dalle scorte alimentari personali. L'accesso all'elettricità, al gas, al riscaldamento e a qualsiasi forma di comunicazione è stato tagliato, e la popolazione è anche confrontata con la mancanza di servizi igienici e la scarsità d'acqua.

Tetyana, che è rimasta in un rifugio nella città con il suo bambino di cinque mesi, ha detto: "Quando stavamo partendo [evacuando], erano rimasti tre contenitori da cinque litri per 55 persone. Non so come faranno a sopravvivere".

Aiuti umanitari e pane sono stati consegnati alla città sporadicamente. Tuttavia, a causa della scarsità di rifornimenti e dei problemi di comunicazione, gli aiuti hanno raggiunto solo alcuni civili, soprattutto quelli nascosti nei rifugi antiatomici più grandi, che spesso si trovano nelle scuole.

Gli intervistati hanno raccontato ad Amnesty International che gli abitanti di case unifamiliari nei quartieri residenziali faticavano ad accedere al cibo perché i loro quartieri erano tra i più danneggiati e la maggior parte delle case non aveva uno scantinato o solo uno scantinato molto piccolo dove rifugiarsi. 

Natalia, residente in una casa privata, ha detto: "Abbiamo passato sei giorni in cantina. È molto piccola, bisogna starci in piedi, è impossibile sdraiarsi. Appena c'era una pausa [negli attacchi], correvamo subito fuori e prendevamo delle uova dalle galline... Il nostro bambino aveva fame, dato che non mangiavamo quasi mai. Tutto quello che avevamo era pane secco avanzato, mele dalla cantina, sottaceti in scatola e marmellata... Non potevamo trovare altro cibo da nessuna parte; non potevamo uscire di casa. Tutto era sotto tiro".

Due intervistati hanno detto di essere stati presi nel fuoco incrociato mentre la battaglia infuriava in una zona densamente popolata della città. Un uomo ha detto che diversi combattenti ucraini - obiettivi legittimi di attacco secondo le regole di guerra - si trovavano in un appartamento del palazzo che è stato attaccato. Altri residenti di Izium hanno detto ad Amnesty International che non c'erano basi militari o altri obiettivi militari nelle vicinanze dei loro quartieri bombardati.

Corridoi umanitari urgentemente necessari

Il 9 marzo, secondo fonti locali, i continui attacchi e il fuoco indiretto hanno fatto sì che le autorità locali abbiano potuto evacuare solo 250 persone da Izium, invece delle 5.000 previste. Il 10 marzo sono state evacuate altre 2.000 persone. Insieme alle autorità locali, volontari e attivisti locali hanno usato auto private per evacuare i civili. Molti civili, soprattutto anziani e disabili, hanno scelto di rimanere o non sono stati in grado di andarsene.

Il diritto umanitario internazionale proibisce attacchi deliberati contro civili e strutture civili, così come attacchi indiscriminati e sproporzionati. Le forze russe devono prendere tutte le precauzioni possibili per risparmiare i civili e gli edifici civili.

Anche le forze ucraine devono prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere la popolazione civile e gli edifici civili sotto il loro controllo dagli attacchi. In particolare, dovrebbero evitare di operare dai quartieri civili, dove potrebbero attirare il fuoco che risulta in danni ai civili e alle strutture civili.

Amnesty International ha chiesto in precedenza che ai civili le cui case sono state distrutte e ad altri che temono per la loro vita a causa dei bombardamenti russi sia garantito l'accesso a corridoi umanitari sicuri. Amnesty International considera l'invasione russa dell'Ucraina un atto di aggressione.